GRANDO VERSO LA CANDIDATURA BIS CON L’OMBRA DI PASCUCCI NON CONVINTO PERÒ DI SCENDERE IN CAMPO

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ALESSIO Pascucci

POLITICA A LADISPOLI, IL CENTROSINISTRA PROVERÀ AD ORGANIZZARSI MA ANCORA NON C’È IL NOME. IL CINQUE STELLE IN ATTESA DI CAPIRE COSA ACCADRÀ A LIVELLO NAZIONALE.

Calma apparente. Mosse e contromosse da studiare attentamente. Nell’incertezza politica, di sicuro c’è che tra meno di un anno si tornerà al voto per eleggere il nuovo sindaco. Sia a Ladispoli che a Cerveteri con intrecci suggestivi tra i due comuni. Perciò per ora relax e tintarella sotto l’ombrellone, dopo l’estate inizierà la maratona amministrativa interessante come non mai sotto tanti punti di vista.

Intanto a Ladispoli ci si attende un segnale forte e chiaro dal centrosinistra. Al Pd e alle altre forze della coalizione il compito di riuscire a mettersi d’accordo per trovare un candidato all’altezza della situazione. Inutile girarci intorno. Il nome di Alessio Pascucci è circolato in queste settimane. Il sindaco etrusco non potrà ripresentarsi nella sua città dopo il doppio mandato. Ma si sa, è un calcolatore stratega, e se non ha l’appoggio pieno del centrosinistra probabilmente nemmeno valuterebbe di scendere in campo. E poi, secondo voci di corridoio, starebbe attendendo la grande occasione per varcare i confini territoriali e puntare in alto, lui che comunque è il leader di un partito a livello nazionale. Il Pd è stato comunque scosso dalla questione di Marco Pierini. Il consigliere comunale ha votato il punto relativo al centro commerciale sulla via Aurelia (unico tra gli schieramenti di opposizione) e coerentemente ha mollato la “scialuppa” del Partito Democratico annunciando di esser rientrato alla base, ovvero con la lista “Ladispoli Protagonista” ma con l’ombra di accordi in chiave futura, e non di certo col centrosinistra.

E il Federico Ascani consigliere metropolitano e consigliere comunale Pd?
E che dire di Eugenio Trani consigliere di Ladispoli Città? Quest’ultimo andrà per conto proprio? Nomi ipotetici ma l’impressione è che la quadra ancora non ci sia, mentre Crescenzo Paliotta non esclude il ritorno, rievocando il grande Califano mentre l’attuale segretario Silvia Marongiu aspira al grande passo.
Alessandro Grando è il favorito come candidato del centrodestra. L’attuale sindaco si è schermato dalle ultime critiche – secondo l’opposizione e a varie associazioni – per aver dato troppo spazio ad una «cementificazione», come dire, spropositata. Ladispoli ha vissuto l’esperienza di un doppio mandato con Gino Ciogli (1997-2007), poi con Enzo Paliotta (2007-2017) e il giovane primo cittadino vorrebbe provare ad emulare i predecessori. Gode del pieno appoggio della Lega e di Forza Italia e nell’ultimo anno ha mostrato una certa “facilità” nell’epurare chi lo aveva sostenuto guadagnandosi un posto in Giunta (ultimo caso spinoso quello dell’allontanamento di Francesca Lazzeri, senza dimenticare le dimissioni volute o no di Lucia Cordeschi e la scorsa estate di Amelia Mollica Graziano con un’altra miriade di delegati con le valigie in mano). A proposito. La mossa di nominare alle Politiche giovanili il delegato Edoardo Petrone deve essere inquadrata anche in prospettiva elettorale. Insomma piena sinergia con l’onorevole Alessandro Battilocchio coordinatore provinciale di Fi. Semmai il discorso è diametralmente opposto con Fratelli d’Italia che al momento ha tre consiglieri dissidenti: Giovanni Ardita, Raffaele Cavaliere e Miriam De Lazzero. Ci sono poi i consiglieri che non si sono mai discostati da Grando (Renzo Marchetti e Daniela Marongiu) generando la frattura interna al partito. Bisognerà ricucire lo strappo per evitare scenari incresciosi ma c’è tempo. Bisticci a parte, Grando, prima del voto, presenterà il conto, rivendicando opere e progetti comunque andati in porto. L’impressione è che il centrosinistra dovrà recuperare terreno e se possibile accordarsi su un nome convincente. E il Cinque Stelle? Non vi è dubbio che il caos nazionale potrà influire sulle realtà comunali. E Ladispoli non è immune dal rischio di veder vanificato il lavoro fatto in tutti questi anni, che aveva portato alla conquista di tre seggi, poi diventati due in seguito al passaggio del consigliere Ida Rossi (non senza polemiche) con Ladispoli Città.
E Italia in Comune cosa farà se Pascucci non dovesse lanciarsi a Ladispoli? Italia Viva di Renzi cercherà alleanze? Nodi da sciogliere, magari chissà proprio in questa estate rovente.

Non meno importante la partita nella città cerveterana che sceglierà il sindaco nuovo nel 2022. Come detto Pascucci non potrà ricandidarsi. E forse è ancora più affascinante sapere chi cercherà di raccogliere l’eredità. I nomi iniziano a circolare anche nella città Unesco e magari qualche carta, come in una partita a poker, verrà calata sul tavolo nelle prossime puntate.