Gli alberi di Piazza Regina Margherita

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Abbiamo ascoltato attentamente quanto dichiarato dal Sindaco Marco Piendibene circa il progetto di ristrutturazione del mercato e il destino degli alberi di Piazza Regina Margherita.

Spiace aver dovuto assistere ad una tale semplificazione delle nostre posizioni, a volte scaduta nella mistificazione e finanche nell’insulto, specie laddove si parla di invidie e vendette, che però non ci ha stupito in quanto naturale proseguimento dell’atteggiamento di chiusura opposto sin da subito alla richiesta di modifica del progetto avanzata oltre un anno fa.

Ci teniamo, in prima istanza, a chiarire che non abbiamo mai contestato il principio della sicurezza, né ignorato le responsabilità dell’amministrazione, ma, pur nella convinzione della necessità di riqualificazione di Piazza Regina Margherita, abbiamo invece da subito contestato con fermezza la concezione iniziale di un simile progetto che, senza alcuna valutazione preventiva di carattere fitosanitario, ha semplicemente cancellato le alberature, l’assunto secondo cui l’abbattimento degli alberi sarebbe l’unica soluzione possibile e l’idea che ogni dissenso fosse privo di fondamento tecnico o giuridico.

Gli alberi di Piazza Regina Margherita costituiscono un bene pubblico storico, paesaggistico e ambientale, la cui eliminazione rappresenterebbe una perdita irreversibile per la città. Ridurre una questione di tale portata a un mero problema tecnico-amministrativo significa ignorarne la dimensione culturale, ecologica e sociale. La sospensione degli abbattimenti da parte della Soprintendenza conferma che la vicenda è estremamente delicata ed impone cautela, necessità di approfondimento e verifica degli interventi di tutela possibili.

Le perizie richiamate dall’amministrazione, pur autorevoli, ma entrambe prive delle prove di trazione, non esauriscono il dibattito né possono essere considerate verità incontestabili. Ricordato che tali approfondimenti sono stati disposti solo dopo l’approvazione del progetto che, per una scelta strategica miope e irrispettosa, aveva previsto l’abbattimento delle alberature esistenti senza motivazioni di carattere fitosanitario, vale evidenziare che la classificazione in categoria D non equivale automaticamente a una condanna a morte delle alberature, soprattutto in assenza di una valutazione sulle possibili misure di cura, consolidamento e riprogettazione dell’intervento.

Esistono infatti interventi che, se solo ci fosse la volontà, consentirebbero di portare la classe di rischio da D o C/D a C.
Affermare il contrario significa scegliere deliberatamente la strada più corta, non necessariamente la più corretta.

È inaccettabile sostenere che le osservazioni del Comitato e dei cittadini si basino su valutazioni “non peritali”, come se la partecipazione civica fosse un intralcio anziché un valore costituzionalmente tutelato. Difendere il verde urbano non è un atto emotivo o ideologico, ma una scelta fondata su evidenze scientifiche ampiamente riconosciute: gli alberi maturi svolgono funzioni ecosistemiche che nessuna piantumazione compensativa potrà garantire nel breve e medio periodo.

La proposta di espianto, ricollocazione e nuova piantumazione, pur presentata come misura migliorativa, non compensa la perdita del patrimonio arboreo esistente e non risponde alle criticità ambientali e climatiche che le nostre città stanno vivendo. Un albero adulto non è sostituibile né replicabile nei tempi della politica o dei finanziamenti.
Peraltro ci si consenta di dubitare dell’effettiva possibilità che i 12 lecci “maturi” che l’Amministrazione ha, su nostro disperato suggerimento a dire il vero, deciso di reimpiantare nei marciapiedi laterali della piazza, possano effettivamente attecchire in quanto va considerato che il terreno sottostante, compattato ed armato dalle radici degli alberi preesistenti e, essendo nel centro cittadino, saturo di infrastrutture dei sottoservizi, sarebbe un substrato di difficilissima penetrazione per gli apparati radicali di eventuali nuovi elementi arborei.

Anche il ricatto implicito della perdita dei fondi PNRR non può essere accettato come argomento risolutivo. Le risorse europee del PNRR (i cui 2/3 andranno restituiti dal governo italiano a far data dal 2032) nascono per migliorare la qualità della vita e la sostenibilità delle città nell’ottica di una transizione ecologica e una rivoluzione verde per contrastare gli effetti climatici, e non certo per giustificare interventi irreversibili e discutibili. Un progetto che non ammette correzioni e alternative e che, peraltro, non risolve i problemi del mercato, come candidamente ammesso dal Primo cittadino, non è un buon progetto, ma un progetto fragile.

Ribadiamo, quindi, con fermezza che è assolutamente possibile, dal punto di vista tecnico-scientifico, salvare tutti gli alberi di Piazza Regina Margherita e, in quest’ottica, confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con il Comune e la Soprintendenza per trovare una soluzione condivisa.

Difendere gli alberi di Piazza Regina Margherita significa difendere la memoria e il futuro della città.
Su questo punto non arretreremo.

Comitato “Salviamo gli alberi” – Civitavecchia