Giovane accoltellato a Ladispoli dopo una lite: nei guai la fidanzata di 28 anni

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I carabinieri della stazione di Ladispoli hanno eseguito un’ordinanza che dispone la misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti di una donna di 28 anni, accusata di tentato omicidio aggravato ai danni del compagno convivente di 30 anni. I fatti sono avvenuti a Ladispoli nella notte del 18 luglio scorso. Al rientro nell’abitazione dopo una cena in ristorante, al culmine di un’accesa discussione scaturita da futili motivi e gelosia, la ventottenne avrebbe preso un coltello da cucina, sferrando circa quattro fendenti all’indirizzo del compagno, colpendolo alla spalla, all’ascella, al gomito e al polso sinistro. La vittima è riuscita parzialmente a schermarsi con il braccio e a fuggire dal condominio cercando aiuto, per poi essere trovata in condizioni critiche in via Ancona e trasportata d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma, dove sono stati riscontrati 30 giorni di prognosi per ferite al torace e al braccio. Nell’immediato, entrambi avevano fornito una versione inventata alle forze dell’ordine, attribuendo le ferite a un’aggressione da parte di sconosciuti avvenuta per strada. Le indagini svolte hanno tuttavia smentito la ricostruzione attraverso la testimonianza dei vicini di casa, i rilievi sulle tracce ematiche presenti nel pianerottolo e nell’ascensore, e il sequestro del coltello da cucina. Messo di fronte ai riscontri, l’uomo ha ammesso di aver mentito per tutelare la compagna; successivamente, anche la donna ha reso piena confessione durante l’interrogatorio, ammettendo la responsabilità dell’accoltellamento e la pulizia della scena del crimine nel palazzo. Accogliendo la ricostruzione degli indizi di colpevolezza e rilevato il pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio, il gip del tribunale di Civitavecchia ha disposto nei confronti della donna la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con la prescrizione di mantenere una distanza non inferiore a 1.000 metri dall’abitazione, dal luogo di lavoro e dai luoghi frequentati dal compagno, insieme al divieto assoluto di comunicazione con qualsiasi mezzo. Contestualmente è stata ordinata l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico.