All’Università Tor Vergata di Roma il convegno “Lo Sguardo di Giano – DiaLogos tra Arte e Scienza”.
Quinto appuntamento del progetto “INsieme IN sintonia – Le sfide di una scuola che cambia”, promosso dal Liceo Artistico “Enzo Rossi” di Roma e dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Pantaleoni – Buonarroti” di Frascati, insieme all’ateneo romano.
Giornata Internazionale dell’Educazione. Due istituti scolastici di Roma e di Frascati celebrano l’importante appuntamento del 24 gennaio con il convegno nazionale di studi e formazione “Lo Sguardo di Giano – DiaLogos tra Arte e Scienza”, che si svolgerà nell’Aula Golgi della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (via Montpellier, 1), dalle ore 9 alle 17.
Il convegno si svolge nel giorno in cui la comunità internazionale celebra il valore della scuola, quale fucina per la formazione delle giovani generazioni. È promosso dal Liceo Artistico “Enzo Rossi” di Roma, dall’Istituto d’Istruzione Superiore Pantaleoni – Buonarroti di Frascati, che hanno avviato il progetto, con la collaborazione del Master in Neuroestetica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Confalonieri – De Chirico”, del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e del Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila.
Il convegno è il quinto appuntamento del progetto “INsieme IN sintonia – Le sfide di una scuola che cambia”, promosso da un gruppo di scuole laziali che hanno avviato un progetto complessivo di studi e di formazione per gli insegnanti e per quanti operano nei contesti educativi, della salute e del benessere, con un ampliamento nel contesto delle collaborazioni e dei temi oggetto di studio.
La V edizione, con il convegno Lo Sguardo di Giano, propone un approfondimento sulle interazioni tra Arte e Scienza, in una prospettiva educativo didattica aperta a nuove dimensioni di indagine, in grado di offrire spunti di riflessione per una formazione più consapevole e adeguata. La bussola è puntata in una direzione ben precisa: mantenere l’Umano al centro dell’attenzione educativa, chiamando a raccolta – per così dire – forze intellettuali, ricercatori, studiosi, artisti sensibili alle urgenze del mondo di oggi.
Altro focus: le neuroscienze hanno documentato gli effetti positivi delle attività artistiche sul cervello. La creazione e la fruizione dell’arte attivano diverse aree cerebrali, stimolano la neuroplasticità e supportano il benessere emotivo. Le pratiche artistiche aiutano a migliorare l’autoconsapevolezza e favoriscono la resilienza psicologica, influenzando positivamente anche la salute fisica.
Il convegno è stato curato dalle docenti Rossella Capuano (Liceo Artistico Enzo Rossi) e Maria Cristina Fortunati (IIS Pantaleoni – Buonarroti di Frascati). Esso avrà un’appendice due giorni dopo, il 26 gennaio, con i laboratori metodologici-esperienziali, ispirati all’interazione tra neuroscienze e arti, meditazione e tecnologie, che daranno spazio al ruolo della corporeità, della percezione sensoriale e della memoria come volani indispensabili per il benessere e per l’apprendimento. I laboratori si svolgeranno al mattino nella Chiesa di Santa Prassedee nel pomeriggio nell’Oratorio Mariano di Santa Pudenziana.
“Il convegno promosso quest’anno – spiega Maria Cristina Fortunati – rientra in un progetto organico di studio e formazione per docenti e professionisti dei settori educativo, sanitario e del benessere e prevede un ampliamento del raggio delle collaborazioni e delle tematiche affrontate. Il focus centrale è l’interazione tra Arte e Scienza: una prospettiva didattica innovativa volta a rimettere l’Umano al centro dei processi educativi.
Come Giano bifronte, che volge lo sguardo contemporaneamente al passato e al futuro, l’integrazione tra saperi artistici e scientifici ci permette di abitare il presente con maggiore consapevolezza. Questa sinergia è essenziale per costruire un benessere duraturo e proteggere l’integrità psico-fisica dell’individuo dalle insidie di una transizione digitale priva di guida etica. In questo senso, il cambiamento non è una rottura, ma un’evoluzione della tradizione verso l’innovazione che, attraverso la ricerca nel presente, preserva l’antica unità della conoscenza.
L’evento mira a offrire una formazione di alto profilo scientifico, stimolando nei partecipanti una nuova coscienza di sé e il recupero della propria autonomia intellettuale, dimensioni il cui pieno raggiungimento costituisce meta indispensabile per agire in modo autentico nel campo dell’educazione e dell’insegnamento e per evolvere verso il nuovo, mantenendo viva e intatta la profonda connessione tra le arti e le scienze del passato. L’intento è quello di mostrare come la riconnessione tra arte, filosofia e scienze esatte, supportata dalle più recenti scoperte neuroscientifiche sui sistemi percettivi, rappresenti la risposta più efficace alle sfide della società contemporanea”.
“Al centro della riflessione – aggiunge Rossella Capuano -poniamo la tutela della salute del docente, a partire dalla scuola, intesa come spazio generativo di qualità dell’istruzione, di benessere educativo e culturale, e come ambiente capace di promuovere crescita, relazioni significative e senso di appartenenza. Da qui lo ‘sguardo gianesco’ che si estende a noi come persone, nella nostra dimensione umana, etica e professionale, corporea e psichica, riconoscendo il valore dell’equilibrio tra cura di sé, responsabilità educativa e identità docente.
Il dialogo tra Arte e Scienza è proposto come incontro tra creatività e corpo umano, tra sensibilità e conoscenza, in una prospettiva integrata che valorizza consapevolezza, ascolto e cura. Assume lo sguardo bifronte di Giano come metafora della relazione educativa, capace di tenere insieme cura e ricerca, tradizione e innovazione, insegnamento e apprendimento. In continuità con le edizioni precedenti, il progetto pone al centro la qualità del dialogo come forma di cura della cultura e del legame umano, con una particolare attenzione, in questa edizione, alla figura del docente e alla sua formazione come spazio di consapevolezza soggettiva. La salvaguardia del benessere psico-fisico della comunità scolastica diviene così condizione imprescindibile per sostenere la qualità dell’istruzione e favorire la crescita integrale degli studenti”.






























































