Giancarlo Fisichella, perché non è un campione?

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Giancarlo Fisichella

Il pilota romano, nonostante una buona carriera, non è riuscito a imporsi pienamente come avrebbe meritato.

Di Christian Scala

Tra i campioni sportivi italiani in Formula Uno, pochi sono riusciti a imporsi o mettersi in luce, negli ultimi quindici anni chi è riuscito parzialmente è stato il pilota romano, Giancarlo Fisichella. Quasi a fine carriera, quando correva con la Renault, dove vinse due titoli tra il 2004 e il 2006 con Fernando Alonso. In quel biennio il romano, si classificò a fine campionato quarto e quinto, risultato mai più eguagliato in carriera.

Un inizio con ottime premesse

Nato nel 1973 nel quartiere romano di Pietralata, quando aveva circa undici anni ha iniziato a correre e disputare le prime gare con i kart tale passione nacque grazie al padre che gli fece provare da piccolo questo mezzo, ottenendo anche alcune vittorie che gli permisero di mettersi in luce. Nel 1988 vinse il campionato italiano a squadre, l’anno successivo arrivò secondo nel Campionato europeo junior, quarto in quello mondiale e primo nel Campionato intercontinentale. Questi risultati lo portarono a fare il salto in F3, dove nel 1994 si laureò campione, decidendo successivamente di andare nella categoria turismo, dove non ebbe modo di mettersi particolarmente in mostra, ma fortunatamente la Minardi, team italiano di Formula 1 decise di tesserarlo come collaudatore. La scuderia che aveva come obiettivo quello di valorizzare e crescere i giovani piloti italiani, arruolò per questo motivo anche il pilota romano.

Giancarlo Fisichella: la mancata consacrazione

Nonostante nella sua carriera sia sempre stato un pilota molto affidabile, Giancarlo Fisichella ha mancato sempre lo step definitivo affinché potesse essere ricordato come un campione di Formula Uno. Diversi motivi hanno contribuito a ciò, tra i quali  l’esplosione dei piloti stranieri e la mancanza di macchine affidabili. Gli anni 90 verranno ricordati soprattutto come il decennio in cui si consacrò la stella di Michael Schumacher, oltre che per altre stelle straniere come Mika Häkkinen e David Coulthard, questo ha contribuito a offuscare i piloti italiani. Venivano scelti solo come piloti in seconda oppure per scuderie che non partivano per vincere il titolo. Per quanto riguarda la mancanza di scuderie affidabili, il pilota romano è stato anche sfortunato, nonostante alcuni piazzamenti molto buoni, come ad esempio il secondo posto ottenuto con la Jordan nel gran premio del Belgio nel 1997, si è trovato a guidare macchine come la Benetton, con la scuderia lontana dai fasti di Schumacher e in piena crisi, oppure quando nel 2009 guidò da terzo pilota la Ferrari in uno dei suoi anni peggiori.

Gli anni migliori

A riprova del suo talento, quando gli è stata affidata una vettura affidabile, Fisichella ha svolto al meglio il suo compito, è il caso del periodo in Renault, vettura che non a caso ruppe il dominio di Michael Schumacher, vincendo nel 2005 e 2006  il titolo piloti con Fernando Alonso, oltre che quello costruttori, a cui anche il pilota romano ha contribuito.  La carriera da pilota di F1 di Giancarlo Fisichella  non è stata vincente come meritava di essere.