“Il cemento ideale di una comunità è costituito dalla memoria storica e dalla capacità che si ha di accrescerla e conservarla”. Così ci diceva Ludovico Magrini, fondatore dei Gruppi Archeologici d’Italia, quando eravamo poco più che ragazzi appassionati di storia e di archeologia. Altri intellettuali ci ricordavano in quegli stessi anni con semplici parole che un popolo che non conosce e non rispetta il proprio passato è un popolo senza futuro…

E’ con frasi e ricordi come questi nella mente che il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite opera da 25 anni sul territorio per contribuire allo sviluppo culturale e alla conservazione della memoria storica. Tra i vari interventi di ricerca storica vorrei ricordare in questa occasione il lavoro svolto da Angelo Ciofi Iannitelli, socio del GATC, che con la sua appassionata ricerca sulla storia risorgimentale ha riportato in luce a Cerveteri la figura di Giacinto Bruzzesi, un coraggioso italiano rimasto forse troppo nell’ombra rispetto ad altri più noti personaggi.
Bruzzesi fu “Un ceretano tra i Mille”, uno di quelli che hanno fatto l’Italia spendendo quasi tutta la sua vita al fianco di Giuseppe Garibaldi come vicecapo di stato maggiore, condividendo i pericoli e le insidie nelle battaglie, meritandosi sul campo ben due medaglie d’oro al valor militare. Angelo Ciofi nella sua attenta ricerca ha ripercorso la vita di questo eroe, uno tra quelli che nel 1849 fu con il generale Garibaldi, Mazzini e Mameli alla difesa della Repubblica Romana assediata dalle truppe francesi. Giacinto Bruzzesi “Un fegataccio” come amava definirlo Angelo nelle sue appassionate conferenze, nacque a Cerveteri nel 1822 e fu battezzato dall’arciprete Regolini, autore insieme al Galassi della scoperta della famosa tomba nella necropoli del Sorbo. Diversi altri tasselli delle vita di questo illustre personaggio nato a Cerveteri “quasi dimenticato” dai ceretani sono riaffiorati dalle ricerche in archivio e in biblioteca condotte in anni di attenta indagine.
Noi del Gruppo Archeologico Cerite, cittadini impegnati per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, non potevamo restare insensibili all’affievolirsi di una memoria di così grande importanza per la storia recente della città di Cerveteri.
Un ceretano nel cuore del Risorgimento al fianco di Giuseppe Garibaldi che abbiamo più volte ricordato e che ricordiamo anche in questa occasione dell’80° della nostra Repubblica democratica nata dalla Resistenza ma anche dall’impegno dei patrioti che lottarono con sacrifico per unire il nostro Paese.
Giacinto Bruzzesi, per quello che ha fatto per l’Italia merita un dovuto omaggio al suo impegno, idealmente dedicato alle future generazioni. Un grande valore, un esempio di rigore, di etica, di sacrificio e coraggio che appare un faro luminoso nel buio dei nostri tempi, in questa Italia attraversata in lungo e in largo da furbetti di quartiere, speculatori, ladri, escort e politici corrotti privi di morale, un paese che nulla ha a che fare con quello voluto e sognato da Bruzzesi.
Ci auguriamo che Cerveteri riscopra questo suo figlio illustre e che un giorno egli possa avere, li dove è nato, come già sul Gianicolo a Roma, un busto che ne perpetui la memoria e attesti l’ammirazione e la gratitudine dei suoi concittadini.































































