GELATERIE GREEN, DAL PACKAGING AGLI INGREDIENTI

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Coppette e cucchiaini con materiali di origine 100% vegetale. Gelato salato, l’ultima frontiera del gusto.

La sostenibilità ambientale arriva in gelateria: seguendo le richieste di un mercato sempre più improntato alla green economy, le gelaterie nel nostro paese stanno riducendo il consumo di plastica monouso. Ma non basta: non mancano le aziende che hanno deciso di lanciare sul mercato gelati – sia artigianali che confezionati – con un packaging ridotto e/o migliorato, per diminuire il proprio impatto ambientale.  Un approccio green abbracciato soprattutto dalle aziende che producono coppette, cucchiaini e cannucce, che via via stanno optando per materiali alternativi – spesso di origine 100% vegetale, quindi totalmente biodegradabili – nella propria filiera produttiva.

L’attenzione ad un’economia più sostenibile non riguarda solamente gli imballaggi: negli ultimi anni le aziende pongono sempre maggiore attenzione alla scelta degli ingredienti, che risultano quanto più possibile freschi, biologici e a km zero. Ampio spazio  anche al gelato vegano, quindi senza latte e uova: come emerso dai dati più recenti raccolti al Sigep 2019 – il più grande evento professionale al mondo dedicato al Gelato Artigianale e all’Arte del Dolce – nella sua continua evoluzione questa tipologia di gelato rispecchia perfettamente il trend e i gusti del consumatore tipo. I prodotti artigianali a base di latte vaccino ormai non monopolizzano più il mercato, mentre il gelato 100% vegetale sta diventando sempre più popolare e apprezzato.

Ma il gelato, sta cambiando anche nei gusti: da qualche tempo impazza il trend del gelato nutraceutico, realizzato con materie prime di qualità e addizionato con ingredienti benefici per la salute e lo stesso può dirsi per il gelato salato, non più soltanto un dessert, ma un vero e proprio piatto che si unisce o perfino sostituisce le portate principali. Secondo l’Osservatorio Veganok, una tendenza che sembra farsi sempre più consolidata oltreoceano, tanto che non si contano i siti web che propongono ricette e rivisitazioni in chiave salata di questa preparazione, ma che anche in Italia sembrerebbe aver acquisito terreno negli ultimi anni.