GATTO UCCISO A CALCI, IL VIDEO SU TiK ToK

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Un tredicenne a Casoria uccide un gatto a calci e pubblica la prodezza su TiK ToK. La Lega del Cane Animal Protection cerca testimoni. ENPA segnala il video alla Polizia Postale.

Ancora un atto brutale compiuto da un ragazzino minorenne, a Casoria in provincia di Napoli, nella convinzione, forse, di poter restare impunito. La terribile violenza è stata ripresa in un video e poi pubblicato su Tik Tok. Il fatto risalirebbe allo scorso agosto, ma il video è diventato virale solo nelle scorse settimane. L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) ha segnalato il video alla Polizia Postale e procederà in tutte le sedi affinché quest’atto indegno sia punito.

gatto ucciso
Gatto ucciso a calci, Casoria – Fonte: LNDC Animal Protection

Denunceremo i genitori del ragazzo, afferma Carla Rocchi, presidente nazionale. Non possiamo lasciare che una morte così atroce resti impunita. Il gatto è stato maltrattato e ucciso, in modo barbaro e chissà con quanta sofferenza. Innumerevoli studi confermano che violenze così efferate sono sintomo di pericolosità sociale ed è nostro dovere non voltarci dall’altra parte quando succedono fatti così gravi. Arriveremo fino in fondo a quest’orribile storia,conclude.  Purtroppo, l’attuale normativa non rappresentare un deterrente, per chi si macchia di reati così gravi. Vanno inasprite le pene, dice Piera Rosati, presidente della Lega del Cane Animal Protection (LNDC). Chi maltratta un animale o addirittura lo uccide se la cava con niente. L’articolo 544-bis del nostro Codice Penale prevede una pena di massimo due anni di reclusione per chi uccide un animale per crudeltà e senza necessità. Tuttavia, tra riti abbreviati, sospensione della pena e messa alla prova, praticamente nessuno sconta realmente nemmeno un giorno di prigione, anche in caso di condanna,afferma. Eppure, non c’è differenza tra chi brutalizza un essere umano e chi uccide a calci un animale. Oltre a denunciare questo reato, prosegue, invieremo una lettera al Sindaco Raffaele Bene e agli assistenti sociali del Comune di Casoria, per sollecitare una presa di posizione. Riteniamo grave il silenzio di chi dovrebbe rappresentare una comunità ferita al cuore da un atto criminale. Casoria non merita di essere sporcata da un bullo cresciuto senza riferimenti, conclude

Colonia felina del castello di Santa Severa https://gliaristogatti.wordpress.com

Gli Aristogatti
a cura di Barbara e Cristina Civinini