Furbara, cosa è accaduto il 19 gennaio

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Gabriele d’Annunzio nel luglio del 1919 declama “…Andate al campo di Cervetéri. Vedrete un turbinio di voli umani più fiero che le resse delle rondini su la Trinità dei Monti o su l’Aventino in queste sere d’estate . . .”.  Martedì 19 gennaio del ’26, nel turbinio di voli umani che si addestrano sullo stesso cielo, la tragedia. Il Capitano pilota Leopoldo Eleuteri, asso della Grande Guerra, decolla sul suo Ansaldo AC.2. Anche il giovane Tenente Corrado Augias prende il volo sul suo Hanriot HD.1. Un volo di addestramento alla caccia, come tanti. Il Cap. Eleuteri addestra il suo allievo ad essere ora cacciatore deciso, ora preda fredda nella “fuga”.  Poi la fatale collisione. Giorni dopo, a poco più di un chilometro dall’aeroporto, due stele nei punti di impatto al suolo dei velivoli, telegrafiche incisioni sul travertino a futura memoria. L’oblio. Dopo un secolo ecco che sotto il cielo caerite il ricordo di questi due pionieri dell’aria riaffiora.
Capitano Pil. Leopoldo Ing. Eleuteri Castel Ritardi (Pg), 17 dicembre 1894 Aeroporto di Furbara (Rm), 19 gennaio 1926.

Medaglia d’Argento al Valor Militare Cielo del Piave e Altipiani. Apr.1917-Ott. 1918
Medaglia d’Argento al Valor Militare Cielo del Piave e Altipiani. Lug.-Nov. 1918
Medaglia di Bronzo al Valor Militare Cielo del Piave e Altipiani. Apr.1917-Giu.1918
Croce al Merito di Guerra
Il “decimo asso di guerra” della 70a squadriglia, l’Ing. Leopoldo Cap. Eleuteri fin da ragazzo dimostra una grande passione per la meccanica. E’ forse proprio questa passione che lo porta ad offrirsi volontario per il servizio in aeronautica. La prima destinazione in zona di guerra del S.Ten. Eleuteri è la 73a squadriglia di Verona, impegnata con i suoi SAML biposto a garantire la difesa della città da possibili attacchi austriaci. Il primo volo di guerra ha luogo il 1° aprile 1917 ed il primo scontro il 24.
Al reparto Eleuteri ha modo di stringere una forte amicizia con un altro futuro asso, il nizzardo Flaminio Avet. Il 20 settembre l’unità, sempre montata sui SAML, cambia numerazione diventando la 121a Squadriglia. Nei giorni che seguiranno il disastro di Caporetto, il 18 settembre, Eleuteri ha un duro scontro su Asiago con tre caccia nemici, che colpiscono ripetutamente il suo aereo forando anche la scarpa del suo osservatore Ten. Edoardo Velo.
Alla fine dell’anno Eleuteri è inviato alla Malpensa per l’istruzione sui caccia; torna al fronte nel febbraio 1918 nei ranghi della 70a Squadriglia sul campo di San Pietro in Gù (Ud). Dopo alcune infruttuose missioni, è con il fraterno amico Avet ed Alessandro Resch, altro futuro asso, che Eleuteri ottiene la sua prima vittoria, il 15 luglio, con una doppietta rivendicata con Avet ed il sergente Aldo Bocchese. Abbattuto un altro biposto il 19, Eleuteri deve attendere l’ottobre del 1918 per altre vittorie. In questo periodo vola anche sul nuovo caccia Ansaldo A.1 Balilla, che comincia ad essere distribuito alla spicciolata ai reparti al fronte. L’8 ottobre è proprio Eleuteri a conseguire l’unica vittoria della guerra ottenuta su questo tipo di apparecchio.
L’ultima vittima ad arrendersi all’impetuoso cacciatore è un caccia austriaco, costretto a scendere sul campo di Arcade il 28 ottobre. La cosiddetta Commissione Bongiovanni, incaricata del riesame delle vittorie rivendicate dagli aviatori italiani, gliene omologò otto.
Terminata la guerra Eleuteri si laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano ed entra nella neo costituita Regia Aeronautica; il 31 ottobre 1923 Eleuteri viene nominato Capitano del Genio Aeronautico ed inizia così una vita da collaudatore di aerei; è stato il primo pilota a collaudare un apparecchio in ferro.
Comandante della Squadriglia Sperimentale Armamento di Furbara (Roma), compie proprio a Furbara il suo ultimo volo il 19 gennaio 1926. Dopo aver conversato con gli amici di una battuta di caccia appena compiuta e di una futura missione all’estero, decolla con un Ansaldo AC.2. per una missione di combattimento simulato contro l’Hanriot HD.1 del Tenente Pilota Corrado Augias. Alla terza simulazione i due velivoli entrano improvvisamente in collisione.
Entrambi gli aerei perdono un’ala e precipitano da circa mille metri di altezza, causando la morte di entrambi i piloti. L’ex Comandante della 70a Squadriglia, Tenente Pilota Flaminio Avet scrive per il Cap. Eleuteri un dolente epitaffio (Vds articolo de Il Messaggero del 22 gen.1926).
Portano il suo nome l’idroscalo di Castiglione del Lago sul Trasimeno, nonchè l’aereo club dell’aeroporto S. Egidio di Perugia. In sua memoria sono stati eretti monumenti e stele a Castel Ritaldi suo paese d’origine e all’aeroporto civile di Via Salaria a Roma e al Campo di Furbara.

Nel 1977 il Comune di Cerveteri realizza un impianto di depurazione sull’area dove è presente la stele. Grazie ad uno dei dirigenti dell’impianto, Massimiliano Battista, che per molti anni ha preservato la stele dal degrado e da tentativi di trafugamento, realizzando anche un basamento in cemento in modo da renderla stabile sul terreno non compatto.

Nel 2018 la Sezione Ladispoli Cerveteri della Associazione Arma Aeronautica individua la stele posta sul punto di impatto dell’Ansaldo AC.2 del Cap. Leopoldo Eleuteri a 2500 metri, sud-est, del campo volo di Furbara. Viene rimossa a cura della Sezione stessa, su autorizzazione del Comune di Cerveteri e della società che gestisce il depuratore. In accordo con il Comando 17° Stormo, Aeroporto di Furbara, è posta nel “Giardino delle Rimembranze”.

Il 26 Novembre 2019 la solenne riscopritura della stele alla memoria del Capitano Eleuteri e quella alla memoria del Ten. Corrado Augias realizzata dalla Sezione Ladispoli Cerveteri dell’A.A.A.

Francesco Vizioli