FOCUS SULL’ANORESSIA NERVOSA

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a cura del Dottor Professor Aldo Ercoli

Dottor Professor
Aldo Ercoli

L’anoressia nervosa è una malattia che comporta una notevole riduzione del peso corporeo, caratterizzata dal rifiuto del cibo, con il risultato di un peso minore dell’85%rispetto a quello ideale in base all’età e all’altezza. E’ l’opposto della bulimia nervosa dovuta ad eccessivo ingestione di cibo.

Entrambe, anoressia e bulimia, sono prevalenti nei soggetti femminili ma non è affatto raro riscontrarla negli uomini, specialmente, ma non esclusivamente, nel periodo adolescenziale.

La giovane anoressica, nonostante la sua evidente magrezza, è capace di negare di non mangiare o di sentirsi affaticata. Sta perdendo il controllo del proprio comportamento e la voglia di non mangiare prende il sopravvento: le ragazze si vedono grasse nonostante siano magrissime e lo specchio restituisce loro una falsa immagine di donna obesa in una sorta di sfida alla magrezza che però non si vince mai.

Ci si vede e ci si sente grassi nonostante la bilancia dica l’esatto contrario. La causa dell’anoressia nervosa è di natura disfunzionale ipotalamica (l’ipotalamo controlla e regola la “ghiandola madre” l’ipofisi) con alterazione del Raelesina Factor e disfunzione ormonale multipla.

Delusioni amorose, lutti, shock e traumi psicofisici, condizioni di vita frustante, dispiaceri a lungo patiti e disperazione per miti estetici irraggiungibili, gonfiati da spot pubblicitari televisivi e dalle immagini di riviste alla moda. Il traguardo è raggiungere il mito di “barbie”, la bellezza ad ogni costo, il ricorso alla chirurgia estetica.

Quali sono le manifestazioni cliniche dell’anoressia nervosa?

Molteplici. Riguardano la cute, i capelli, le unghie (alopecia, cianosi delle estremità, edema); l’apparato cardiovascolare (pressione arteriosa bassa, bradicardia); l’apparato gastroenterico (stipsi, dispepsia con rallentato svuotamento gastrico, aumento delle ghiandole salivari); il sangue (anemia normocromica normocitica, abbassamento del numero dei globuli bianchi ossia leucopenia); l’apparato endocrino (gonadotropine, quali FSH e LH, ridotte con amenorrea – l’assenza delle mestruazioni – secondaria; ipoglicemia, TSH normale con FT3 e FT4 bassi o normali; osteopenia; aumento del cortisolo plasmatico); il bilancio elettrolitico (iperazotemia ed ipercreatininemia, basso il sodio ed il potassio ematico).

La temperatura corporea è al di sotto della norma. Durante la fase di anoressia nervosa il paziente può spesso far uso di catartici (per es. vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, clisteri).

Non poche volte, nella mia più che quarantennale esperienza medica mi sono trovato a contrastare e rimproverare coloro che, come gli antichi romani “trimalcionici”, ricorrevano al vomito autoindotto “mettendosi due dita in gola”. E’ questa una pratica pericolosissima perché può portare a morte per ematemesi (fuoriuscita del sangue dalla gola) dovuta a lacerazione della mucosa esofago-gastrica (Sindrome di Mallory-Weiss).

Tra i giovani anoressici del periodo attuale i disagi familiari (padre assente, madre invasiva ed iperprotettiva) sono in minoranza, rispetto al passato, prevalgono i valori estetici: meglio bello e stupido che brutto e intelligente. Paride, ancora una volta, quale l’uomo terrestre più bello, non offre la “mela della bellezza” a Giunone che gli aveva offerto il potere politico ed economico, né la dà a Minerva che gli proponeva la stima di tutti, la fama, il carisma, la saggezza.

No Paride, ora come allora, offre la mela a Venere che gli promette in cambio la donna più bella del mondo (Elena). Spesso si ricorre alle diete dimagranti errate perché ognuno cerca disperatamente di incontrare il suo “Paride” o la sua “Elena”. La terapia è quella di riportare il paziente al peso ideale. Se vi sono gravi complicanze mediche e psicologiche è necessario un ricovero ospedaliero.

E’ di solito necessaria l’assistenza di uno psichiatra o di uno psicologo esperto nel trattamento dell’anoressia nervosa, mentre non è ancora chiaro quale sia l’utilità di farmaci psicotici. Nei casi meno gravi il ripristino di una normale nutrizione può quasi sempre essere raggiunto con pasti frazionati costituiti da supplementi di cibo o liquidi, volti a mantenere il peso ed a permettere la stabilizzazione dell’equilibrio idroelettrolitico (introito di 1.500 – 1.800 kcal/die).

In un secondo tempo, con pasti frazionati, le calorie possono essere gradualmente aumentate. I rimedi omeopatici per l’anoressia nervosa sono diversi e devono essere sempre peronalizzati (Silicea, Sepia, Phosphorus, Abrotanum, Argentum Nitrico, Anacardium …)

Un’impresa non certo facile ma che, in mani esperte, può aiutare molto il paziente.