Contrario al progetto Andrea Guizzi, ingegnere del comitato Fuori Pista: «Speriamo che Davide batta ancora Golia»
Sacrificare la Riserva Naturale per la quarta pista a Fiumicino? «No, grazie». E dopo il muro del “No” che si è alzato ad opera di Comitati e associazioni, arriva pure il giudizio dei tecnici che di fatto bocciano questo progetto considerando scellerato perché di matrice soltanto economica. È intervenuto, ad esempio, l’ingegnere Andrea Guizzi, del comitato Fuori Pista, che ha rilanciato il discorso intrapreso in queste settimane dallo stesso comitato ma anche dall’associazione Italia Nostra, molto sensibili ai temi ecologici.
«Il primo aspetto che va considerato in questa storia – afferma Guizzi – è proprio quello di caratura ambientale. Ci sono leggi ambientali e vincoli che attualmente non consentirebbero determinati discorsi, a meno che non vengano tolti. Ed è il motivo per cui era stato già respinto prima questo progetto».
Fuori Pista e Italia Nostra nel numero precedente dell’Ortica del Venerdì, avevano lanciato l’allarme puntando sull’inquinamento e sul consumo del suolo tra le preoccupazioni maggiori.
«Un secondo passaggio – prosegue l’ingegnere – va fatto sul tema aereonautico. Studiando il progetto, possiamo dire che non rispecchia gli obiettivi. Quella di Adr pare una mera speculazione. Insomma, è questa la mia convinzione, e la speculazione economica è figlia non tanto del bisogno ma dalla necessità di giustificare investimenti molti alti, parliamo di 9 miliardi, all’interno di un programma e di un contratto che lega lo Stato con Adr. È un po’ un circolo vizioso. Tant’è che la società ha già aumentato le tariffe per singolo passeggero. Un po’ come fanno le autostrade, che aumentano il pedaggio per giustificare lavori, anche futuri. Però non si può costruire qui perché si è fuori dal perimetro. Ci si va a scontrare con il territorio, vincolato da leggi regionali, nazionali e sovrastatali. Loro partono dalla fine. Vorrebbero levare il vincolo e poi presentare il progetto. Peccato che dovrebbe essere il contrario. La sentenza precedente dice questo. E si vuole influenzare l’opinione pubblica convincendo la popolazione che si porti utilità con parchi naturalistici e archeologici. Questo scambio non è equo».
Quante chance ci sono di una seconda bocciatura? «La pressione è forte, anche a livello politico. Basta considerare che è parliamo del 2° progetto dopo lo quello dello Stretto di Messina. Vediamo se Davide vincerà ancora contro Golia, lo spero».




































































