FINE DELLA CORRIDA IN COLOMBIA

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Il Parlamento ha deciso di vietarla definitivamente dal 2027. Una decisione fortemente voluta dagli animalisti che metterà fine a una macabra tradizione. In alcuni paesi latino-americani ed europei però la tauromachia viene ancora praticata. 

In Colombia le arene teatro di sangue saranno riconvertire per attività culturali e sportive. Infatti, i parlamentari colombiani, dopo anni di proteste degli animalisti, hanno finalmente approvato una nuova legge che vieta le corride nel Paese a partire dal 2027.

Gli operatori di questo business, fatto di sangue, ferocia e poca sportività, possono stare tranquilli perché il Governo, nei tre anni di transizione, si assumerà il compito di trovargli un’occupazione alternativa. Ora il provvedimento deve essere confermato dal presidente Gustavo Petro che si è già congratulato su “X” con gli attivisti “che si sono battuti perché la morte non sia più uno spettacolo“.

Si tratta di un passo molto importante perché la Colombia è il paese dell’America Latina con la più lunga tradizione di tauromachia. Circa sei anni fa era intervenuta la Corte Costituzionale lasciando ai sindaci la possibilità di adottare restrizioni. Il divieto era già stato approvato da Brasile, Cile, Argentina, Uruguay e Guatemala, mentre la corrida è ancora ammessa in Perù, Venezuela, Ecuador e Messico. Anche se questo spettacolo cruento è ancora praticato in alcuni paesi europei, l’UNESCO, già nel 2020, aveva rifiutato la richiesta di esame dell’International Bullfighting Association per la tutela della tauromachia, anche perché lo stesso governo spagnolo si era rifiutato di avallare la candidatura.

La Lega Anti Vivisezione, da sempre contraria a questo macabro intrattenimento, all’epoca aveva diffuso le immagini di un’investigazione esclusiva sulla Corrida, in collaborazione con le associazioni Animal Guardians, AVATMA e LTNEC (La Tortura No Es Cultura), denunciando, fra l’altro, i finanziamenti pubblici europei ricevuti da questo tipo di attività, chiedendone lo stop, sottolineando che la maggioranza dei parlamentari europei si era espressa contro i finanziamenti UE all’allevamento di tori da Corrida.

La speranza degli animalisti adesso è che questa connivenza con il nuovo Parlamento europeo finisca una volta per sempre. Un segnale positivo arriva proprio dalla Spagna. Il ministero della Cultura ha deciso di cancellare il Premio nazionale per la tauromachia, come riporta “Il fatto quotidiano”, per la nuova sensibilità verso il benessere animale. Il premio nazionale – come spiega la testa – che ammonta a 30mila euro, è assegnato annualmente a persone o istituzioni che difendono la tauromachia come bene di interesse culturale. “Finalmente – ha commentato ENPA – si comincia a realizzare che nel 2024 proporre ancora il maltrattamento e l’uccisione di animali come spettacolo non solo non ha ragion d’essere ma è totalmente contrario alla sensibilità crescente delle persone che amano gli animali e chiedono più diritti e tutele anche per loro”.

Insomma, il gioco della morte non può mai essere cultura perché come sosteneva Victor Hugo “Torturare un toro per il piacere, per il divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza”.

Rubrica a cura di Barbara e Cristina Civinini

Colonia felina del castello di Santa Severa https://gliaristogatti.wordpress.com