FAUSTO DELLE CHIAIE, L’ARTE A CIELO APERTO A ROMA

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1960
Fausto Delle Chiaie.

ESPONE LE SUE OPERE DAL 1989 SUI MARCIAPIEDI TRA L’ARA PACIS E IL MAUSOLEO D’AUGUSTO. PARTITA LA PETIZIONE PER LA CONCESSIONE DELLA LEGGE BACCHELLI.

di Angelo Alfani

Dall’inizio del secolo conosco Fausto Delle Chiaie , “quello che fa su e giù tra l’Ara Pacis e il Mausoleo d’Augusto” come viene incardinato da molti impiegati, commercianti, studenti che quotidianamente camminano in quel luogo intriso di Storia. Quello che fa su e giù è un pittore concettuale, “molto concettuale”, di talento che da decenni espone le sue opere nel suo Museo personale, uno “spazio aperto: al chiuso i lavori perderebbero parte del loro significato”.

“Vivere e far vivere il mio corpo per strada mi pone in una condizione di uguaglianza e di scambio sincero con le altre persone. Se non fossi non fisicamente presente gli oggetti che espongo non avrebbero un proprietario, un creatore, un ideatore visibile” afferma il Maestro. Dal 1989 la sua esposizione permanente è in quel tratto di marciapiede che affianca il selciato che si snoda dalla chiesa di San Rocco fino all’inizio di via Ripetta: cento metri, poco più, poco meno. “Io sto qui tutti i giorni. Siete voi che siete di passaggio”. Lo vedi sbucare verso le quindici col suo trolley dalla parte di Via di Ripetta, da dietro le transenne che circondano il fossato del Mausoleo in eterna inaugurazione. Recinzione che in mezzo secolo è stata sostituita più volte dei numerosi Soprintendenti e che oggi pomposamente è diventata barriera fotografica con noiose spiegazioni, alta due metri, sostituendo la griglia metallica che quantomeno consentiva la visione. Ma per Fausto “non è cambiato niente: l’indifferenza è rimasta”. Lui continua a predisporre le sue opere nel lungo basamento in cemento che, via via, si è andato restringendo, e in ogni spazio accessibile, utilizzando anche il quadrato di asfalto che termina nel muro della Chiesa con le interminabili braccia di una sua opera storica, e la caditoia, per lo scolo dell’acqua piovana, da cui fuoriesce una gamba di bambola dal titolo “entrata a gamba tesa”.
Lo trovi spesso seduto, “ho una certa età”, sul largo travertino, oltre il quale, in uno spazio seminascosto, da due o tre anni vive un barbone rumeno, “è diventato un amico”, osservando i “passanti, quelli di passaggio”. Poi con la gentilezza che lo contraddistingue, dovuta alla sua timidezza e discrezione, lo vedi che si avvicina, a passi veloci, al passante immobile e stralunato davanti ad una delle sue opere.

fausto delle ChiaieE lì con pazienza attacca un breve colloquio: anche perché le opere sono lì, e non necessitano di chissà quali giri di parole. Poi avvicina il trolley cominciando ad estrarne i suoi lavori pittorici, (altro dalle opere esposte che sono “il valore potente”), fatti su compensato, tavole di abete douglas, o su tela: un contenitore che sembra non abbia fondo.Se va bene il passante acquista, altrimenti, riavvolgendo tele e scocciandole, rimette tutto a posto, così come succede con la sua risata aperta, singhiozzante. Alle 18,30 stesso tragitto, riponendo il tutto: il Museo chiude perché “l’artista è stanco! ”

Comunque si commetterebbe un errore a definire Delle Chiaie un pittore naïf. Dopo aver frequentato la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Roma inizia la produzione di opere negli anni settanta. È autore di un Manifesto Infrazionista (1986), che spiega «l’infra-azione” come un’azione-collocazione-donazione di una o più opere, mostrate a terra da parte dell’artista, nei luoghi dell’arte, e il suo susseguente allontanamento dall’opera e dal luogo».
Di lui hanno scritto critici d’arte, basta ricordare Bonito Oliva. Due libri e due splendidi documentari, l’ultimo appena andato in onda, realizzati da Domenico Iannaccone per la terza rete, da cui ho tratto molte delle frasi riportate. Quello che più colpisce del Maestro è il Maestro stesso, la sua mitezza, il suo acume la sua capacità di vedere le cose capovolgendone la visione comune:“Se non elimini l’ingiustizia non eliminerai mai la povertà”; “Ti dicono ‘te devi guarda’ dentro… io sto già dentro..”; “Non ci stanno mai due persone uguali”. E lui ne è la riprova. Un visionario, e come dice Noreen, sua compagna da anni, è Fausto l’opera d’arte.

È da pochi giorni partita la petizione diretta a Mario Draghi con Appello pubblico per la concessione della legge Bacchelli all’artista Fausto Delle Chiaie. “L’artista oggi 77enne, vive in una condizione di grave difficoltà economica, di salute ed abitativa che ne impedisce il dignitoso proseguimento della vita. Ha sempre vissuto della sua arte onorando con ironica genialità il Paese e la città di Roma in particolare…Confidando nella sensibilità culturale delle istituzioni del nostro Paese, ci auguriamo che la presente istanza possa essere accolta favorevolmente”. Partecipa alla raccolta firme

Nota: la Legge Bacchelli ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità, i quali possono così usufruire di contributi vitalizi utili al loro sostentamento.

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