Farmacie comunali Ladispoli: accordo o strappo?

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Flavia Servizi e UGL hanno siglato un accordo integrativo a Ladispoli per ripristinare l’apertura domenicale e festiva delle farmacie comunali, un passo definito dal Comune come strategico per il servizio pubblico. Filcams Cgil e Uiltucs Roma Lazio condannano l’intesa, definendola “gravissima” e contestando le modalità di firma e le deroghe peggiorative sul lavoro domenicale rispetto al CCNL nazionale, annunciando possibili azioni legali.

Quella che per l’amministrazione comunale e la Flavia Servizi è la “fine di uno stallo” e il “rilancio di un servizio essenziale”, per una parte significativa del fronte sindacale rappresenta una pericolosa deroga ai diritti dei lavoratori. La firma dell’accordo integrativo per le farmacie comunali di Ladispoli ha acceso un duro scontro istituzionale che va ben oltre la semplice organizzazione dei turni.

L’intesa siglata viene celebrata dal Comune come un traguardo strategico. Al centro del patto c’è il ripristino delle aperture domenicali e festive, un servizio che l’amministrazione considera fondamentale per garantire la continuità assistenziale e la salute pubblica sul territorio. L’amministratore unico di Flavia Servizi ha sottolineato come l’accordo non sia solo una questione di efficienza operativa, ma di sopravvivenza economica: “L’obiettivo è recuperare la fidelizzazione dei cittadini e garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’azienda”. Un plauso è arrivato dal sindaco Alessandro Grando, che ha rivendicato la scelta politica di non privatizzare: “Le farmacie comunali restano un asset pubblico strategico. Abbiamo lavorato per metterle in sicurezza e questo accordo, che valorizza anche il benessere dei lavoratori attraverso i nuovi parametri Assofarm, è la prova del nostro impegno”.

La narrazione di un clima costruttivo viene però smentita da Filcams CGIL Roma Lazio e Uiltucs Roma Lazio. Le due sigle, che rappresentano una fetta consistente dei lavoratori, denunciano quello che definiscono un “accordo separato”, siglato mentre era ancora in corso un tavolo di trattativa parallelo.

Le critiche dei sindacati si concentrano sulla legittimità del tavolo: Filcams e Uiltucs accusano l’azienda di aver scelto un unico interlocutore (UGL) per accelerare la chiusura, ignorando le organizzazioni maggiormente rappresentative. Il peggioramento delle condizioni: secondo i sindacati, l’accordo introdurrebbe un’obbligatorietà per il lavoro domenicale e festivo con un numero di aperture superiore a quanto previsto, configurandosi come una “deroga in pejus” (ovvero peggiorativa) rispetto al Contratto Collettivo Nazionale Assofarm. Il tempismo: la firma è arrivata proprio mentre a livello nazionale si discute il rinnovo del CCNL di categoria. La tensione è alta. “Ci riserviamo di agire con ogni mezzo sindacale e legale nei confronti dell’azienda e dell’amministrazione”, dichiarano i sindacati, prefigurando una possibile stagione di ricorsi e mobilitazioni. Mentre le farmacie comunali si preparano ad alzare le saracinesche anche nei giorni di festa, l’ombra del tribunale del lavoro incombe su Ladispoli.

Fonte
Filcams CGIL Roma Lazio e Uiltucs Roma Lazio
Comune di Ladispoli