Etruschi: popolo autoctono

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Pubblicato sulla rivista Science Advances che ricostruisce tramite DNA dei resti di 82 individui la storia evolutiva del popolo etrusco. Aveva ragione Dionigi di Alicarnasso

Aveva ragione Dionigi di Alicarnasso. Il popolo etrusco non proveniva dalla Lidia come ipotizzò Erodoto ma è stato un popolo autoctono, in grado, anche per queste ragioni, di sviluppare una propria civiltà autonoma. A confermarlo oggi le ricerche sul DNA che spazzano il campo da ipotesi leggendarie e che con i mezzi della Scienza svelano uno dei misteri che da più di duemila anni circondano questo popolo. E’ stato pubblicato sulla rivista Science Advances, lo studio che ha coinvolto ricercatori coordinati dal Max Planck Institute di Jena e delle Università di Tubinga e di Firenze. Indagati reperti ossei, in particolare teschi e denti di 82 individui vissuti tra l’Arno e il Tevere tra l’800 a.C. e il 1000 d.C. Il risultato? Gli Etruschi hanno seguito una storia evolutiva analoga a quella degli europei. Gli europei derivano da tre macrogruppi: cacciatori-raccoglitori del Mesolitico – tra il 10000 e l’8000 a.C. nel continente europeo -, il secondo dagli agricoltori del Neolitico (8000-3500 a.C.), il terzo da popolazioni giunti dalle steppe orientali nell’Età del Bronzo (IV-II millennio a.C.). In base ai nuovi studi, gli Etruschi affondano le proprie radici nell’antica cultura villanoviana fiorente in Italia Centrale alla fine del II millennio a.C. Le ricerche sul DNA documentano anche l’impatto di Roma. Le analisi dei reperti datati a partire dall’epoca imperiale hanno dimostrato che il profilo genetico cambiò decisamente, anche del 50 per cento, con un contributo di geni provenienti dalle zone mediorientali del Mediterraneo. Le analisi hanno mostrato come nel periodo imperiale il cambiamento genetico rilevato abbia riguardato in particolare il cromosoma Y, quello paterno, con componenti mediorientali derivato dal melting pot di epoca romana. Già nel 2013 David Caramelli antropologo dell’università di Firenze coinvolto anche nei più recenti studi ebbe a dire: “Il confronto con Dna provenienti dall’Asia dimostra che fra l’Anatolia e l’Italia ci sono state sì migrazioni, ma che sono avvenute migliaia di anni fa, nella preistoria, e quindi non hanno rapporto con la comparsa della civiltà etrusca nell’VIII secolo avanti Cristo. Viene così smentita l’idea di un’origine orientale degli Etruschi, ripresa alcuni anni fa, da studi genetici che però si basavano solo su DNA moderni”.

Al di là delle origini, oggi svelate, restano di immancabile fascino tutti gli aspetti della civiltà etrusca a partire dalla raffinatezza degli stili di vita, della attenzione all’ultraterreno e soprattutto al ruolo della donna nella società etrusca, tra i più evoluti ed egualitari dell’epoca antica.

Graziarosa Villani