Quando i cibi più amati della stagione irritano lo stomaco e peggiorano gastrite, reflusso e infiammazione.
Finalmente l’estate è arrivata. Con lei tornano sulle nostre tavole i colori e i sapori della bella stagione: insalate di pomodori e basilico, pasta fredda con peperoni, melanzane grigliate e molto altro. Del resto, chi ha voglia di cucinare con questo caldo?
Eppure proprio quei cibi che rappresentano l’estate per eccellenza possono diventare un problema per chi soffre di gastrite (infiammazione della mucosa gastrica) e reflusso gastroesofageo (ovvero quando i succhi gastrici risalgono verso l’esofago provocando bruciore, acidità, pesantezza e difficoltà digestive).
Si stima che quasi un italiano su tre soffra di sintomi legati al reflusso gastroesofageo, e non è un caso che i farmaci utilizzati per controllare questi disturbi siano tra i più venduti al mondo. In alcune situazioni, soprattutto nelle fasi acute, possono essere indispensabili, ma è altrettanto importante intervenire sulla radice che ha innescato il problema e lavorare sullo stile di vita, partendo proprio dall’alimentazione.
Tra i protagonisti della stagione estiva troviamo le cosiddette solanacee: pomodori, peperoni, melanzane e patate, che in estate vengono consumate praticamente ogni giorno. Ma se sto avendo difficoltà digestive, problemi di gastrite / reflusso, problematiche intestinali, intolleranze o allergie a nichel e istamina, o problematiche immunitarie, è importante ridurre il più possibile questi alimenti, almeno in un primo momento.
Le solanacee contengono naturalmente sostanze chiamate glicoalcaloidi, tra cui solanina e tomatina, molecole che la pianta utilizza come sistema di difesa e che possono risultare irritanti per la mucosa gastrica, creando infiammazione. Il pomodoro, inoltre, per la sua naturale acidità può accentuare il bruciore gastrico e il reflusso. Peperoni e melanzane, soprattutto se consumati frequentemente, possono aumentare il senso di pesantezza e il disagio digestivo.
Quali alimenti preferire allora? Meglio alimenti più delicati come zucchine, carote, fagiolini, finocchi e songino. Nella mia esperienza professionale ho inoltre osservato come problemaetiche digestive e infiammatorie siano spesso collegati non solo a ciò che mangiamo, ma soprattutto a ciò che viviamo.
Stress, ansia, nervosismo e tensioni emotive possono influenzare profondamente il nostro benessere. Il mio consiglio è quindi di non limitarsi a spegnere il sintomo, ma di ascoltare il corpo, individuando le radici emotive che hanno portato allo squilibrio.
Bibliografia
1. Bert F., Pompili E., Lo Moro G., Corradi A., Sagrawa Caro A., Gualano M.R., Siliquini R.
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Dott.ssa Camilla Corcione
Biologa Nutrizionista
Naturopata





























































