ESPLORANDO IL MEDITERRANEO

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MEDITERRANEO

ITALIA: PRIMI AL MONDO PER PATRIMONI DELL’UMANITÀ.

Il patrimonio ambientale e pedoclimatico mediterraneo è la madre di quello Culturale, giacché è l’ambiente che dà i natali all’uomo, l’uomo poi a sua volta genera la cultura in armonia con l’ambiente. Finché questa coppia di forze è stata in equilibrio l’umanità ha progredito in modo mirabile. Dimensione che nella nostra penisola ha “resistito” fino ai conflitti mondiali.

Non che la storia sia stata priva di grandi scossoni, ma attraversando le varie fasi storiche i patrimoni italiani (e non solo), accumulati nei secoli, ci sono arrivati ancora esprimendo tutto il loro valore intrinseco: oggi tanti di loro sono ritenuti patrimonio dell’umanità. Sono ben “58 Patrimoni dell’Umanità” quelli italiani riconosciuti dell’Unesco (primi al mondo). Come vedremo tutta questa eccezionale ricchezza, della quale qui tento l’esposizione sintetica e ordinata, può essere ricondotta a 5 grandi raggruppamenti.

In Italia ci sono il maggior numero di siti Unesco al mondo. Con importantissimi specifici primati regionali: quello sardo, per esempio, è il più grande patrimonio archeologico al mondo, in odore di riconoscimento Unesco.

Tutti i nostri patrimoni nazionali (materiali e immateriali), dei quali andare fieri e tutelare come patrimonio collettivo, sono riconducibili a 5 grandi aree tematiche patrimoniali italiane.

• Patrimonio Culturale Storico, Artistico e Archeologico (passato): i più grandi parchi archeologici, il più grande sistema museale, migliaia di siti religioso, le più belle città d’arte. • Patrimonio Culturale Attuale (presente): uno dei cuori della nostra cultura, il patrimonio enogastronomico (con la dieta mediterranea patrimonio immateriale), l’italian life style (il maggior numero di centenari al mondo), il Made in Italy, produzioni agricole e ittiche , vino e olio di oliva in cima alle classifiche mondiali, migliaia di feste e ricorrenze territoriali di ogni natura, eventi e fiere riconosciute in tutto il mondo: musica, arti e mestieri, artigianato, tradizioni, moda, fashion, Sport, benessere, vita all’aria aperta.

• Patrimonio Culturale Paesaggistico-Naturale (attuale): Parchi, Oasi, Riserve, Aree Protette, Costiere, Strade del Vino, Paesaggi Produzioni Primarie e Vocazioni Naturali, Paesaggi Agricoli e Enologici, Miniere, Siti e Monumenti Ambientali di ogni natura. L’Italia è il primo Paese in Europa per biodiversità, uno dei principali al mondo, tra i primi per la produzione biologica, da nicchia a sistema produttivo. 8 mila comuni, centinaia di borghi meravigliosi.

• Patrimonio cultura climatica (attuale); il patrimonio pedoclimatico (lo abbiamo analizzato nel primo numero della rubrica), unico anch’esso e di fondamentale importanza per il turismo, le produzioni agricole, gli eventi. Al 1° posto sul vino al mondo proprio per le condizioni del sole, della stagionalità e delle forze pedoclimatiche più complesse e consistenti.

• Patrimonio culturale dell’ospitalità (attuale): la più grande e qualificata offerta turistica con primati turistici unici al mondo (turismo balneare, delle città d’arte religiose, enogastronomico, naturalistico).

RIDIPINGERE L’ OFFERTA DEL TURISMO

La cultura è la trasmissione umana della sapienza e conoscenza, alla coscienza dell’uomo, rendendolo consapevole della sua origine e interazione con il complesso di forze che la natura rappresenta: l’uomo è Natura! La sapienza (sofia) è da sempre onorata come uno dei principali requisiti universali e si “dovrebbe” manifestare sia direttamente (spirito universale e naturale) sia attraverso la cultura umana consapevole, cosciente cioè della sua origine da madre natura. Nella natura, la sapienza (la memoria biologica), si manifesta in modo spontaneo attraverso cicli, ritmi, energia, colori, frutti, domini di coerenza.

Nella società umana quando si perde il contatto con sé stessi e la natura, la cultura e l’insegnamento “dovrebbero” ripristinare la sapienza, attraverso la conoscenza del profondo e inseparabile rapporto con la natura, che noi siamo (etica ecologica). Le antiche società attraverso la cultura naturale (femminea, artistico-visiva) mantenevano l’adesione al culto universale della sapienza e conoscenza. Tutto ciò è per affermare che la cornice della ricchezza naturale (a tutto campo e con tutte le correlazioni) del Mediterraneo, essendo così incredibilmente ricca e quindi unica al mondo, ha prodotto attraverso poi la cultura umana patrimoni indicibili, che qui abbiamo appena accennato. Senza queste condizioni naturali non sarebbe esistito il Patrimonio della Cultura Panmediterranea, che esamineremo come studenti della vita e del nostro bel paese, nei prossimi numeri della qui rubrica mensile “Esplorando il Mediterraneo”.