Il vicesindaco Ferri rassicura ma gli atleti rischiano i crociati.
Niente prato all’inglese, lo stadio “Enrico Galli” offre un’esperienza decisamente più estrema: un degrado assoluto del calcio dilettantistico. Quello che sulla carta dovrebbe essere un campo in erba sintetica, oggi somiglia più a un percorso di guerra. Squarci profondi, dislivelli improvvisi e zone in cui l’acqua ristagna fino a creare mini-paludi.
Giocare qui non è più una questione di tattica o di tecnica, ma di puro istinto di sopravvivenza. I legamenti crociati dei calciatori (dai bambini della scuola calcio fino alla prima squadra) tremano a ogni cambio di direzione. Il caso, com’era prevedibile, è esploso sul tavolo della politica.
I consiglieri di opposizione Lamberto Ramazzotti e Gianluca Paolacci sono entrati in scivolata tesa contro l’amministrazione: «Quel campo ha 15 anni e migliaia di partite sulle spalle. È l’unico sfogo per una città di 40mila abitanti, se escludiamo Due Casette. Per vent’anni non si è investito un euro nello sport e ora ci troviamo con la gestione della famiglia Lupi in scadenza e un futuro totalmente al buio. Se il calcio a Cerveteri resiste, è solo per miracolo e grazie ai gestori, non certo per merito del Comune».
Un affondo che ha svegliato in qualche modo la maggioranza. È stato il vicesindaco, Riccardo Ferri, a rassicurare sul futuro del Galli. «Metteremo in programma i lavori – annuncia– si devono soltanto stabilire i tempi tecnici. Da parte nostra si può dire che c’è ufficialmente la volontà di intervenire sul terreno di gioco e lo comunichiamo ufficialmente alla città, alla famiglia Lupi, alla società, ai tifosi, alla scuola calcio, alla prima squadra e a tutti gli atleti che frequentano l’impianto».
Non c’è ancora una data però per l’avvio dei lavori e quindi è logico pensare che non si farà in tempo prima della prossima stagione agonistica. Come svolgeranno la preparazione atletica, ad esempio, le squadre di calcio del Cerveteri, del Kaysra (che ha ottenuto il salto in Prima Categoria)? Il verdetto? Salvo miracoli burocratici dell’ultimo minuto, a settembre si andrà in campo con i cerotti a portata di mano e gli occhi fissi a terra per evitare le buche.
Il piano – secondo quanto detto sempre da Ferri – dovrebbe essere finanziato attraverso un mutuo con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, utilizzando le opportunità previste dal bando “Sport Missione Comune 2026”.
«Uno strumento – prosegue – pensato per gli enti territoriali e per gli interventi sugli impianti sportivi, con contributi destinati ad abbattere gli interessi dei mutui».
Il rebus da sciogliere riguarda pure la pista di atletica leggera deteriorata in più punti. Analogo discorso per i corridori: rischiano distorsioni o altri tipi di incidenti quando sono lanciati a tutta velocità. Su questo non è stato detto nulla nonostante la presenza di una società prestigiosa, quale la Gs Runners.
di Emanuele Rossi





























































