ER CIMAROLO, IL RE DEGLI ORTAGGI

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carciofo

Chiamato anche “cimarolo” o “mammola”, il carciofo romanesco è considerato il re dell’orto.

Tipica zona di coltivazione è il litorale nostrano (nord laziale in particolare Ladispoli e Cerveteri). Per la coltivazione del carciofo romanesco è molto importante la tipologia del terreno. I terreni di questa zona infatti sono molto ricchi di sesquiossido di ferro e il ferro lo ritroviamo anche nel cimarolo.

CARATTERISTICHE DEL CARCIOFO ROMANESCO IGP

Di forma sferica, molto compatto, un po’ schiacciato, con caratteristico foro all’apice. Le dimensioni sono grandi, il colore va dal verde a violetto e le brattee esterne presentano sfumature color violetto. L’apice è arrotondato. È privo di spine, dolce e gradevole al palato. Due le cultivar che attualmente vengono prodotte nel litorale di Ladispoli e Cerveteri: la “Castellammare”, precoce (inizio gennaio) e la “Campagnano”, tardiva (inizio marzo). La zona di produzione comprende anche alcuni comuni di Latina e Viterbo. La raccolta avviene manualmente. Inizia a gennaio per protrarsi fino a maggio.Il disciplinare di produzione stabilisce che il carciofo romanesco IGP sia coltivato senza l’utilizzo di fitoregolatori, per mantenere intatta tutta la sua genuinità. Questo prodotto deve essere utilizzato rapidamente dopo l’acquisto, perché non si adatta bene alla conservazione in frigorifero: per apprezzarne a pieno bontà e qualità deve essere consumato freschissimo. Il carciofo romanesco è stato il primo prodotto in Italia ad essere tutelato a livello comunitario con il marchio IGP ed è riconosciuto con Regolamento della Commissione CE n° 2066/2002 del 21 novembre 2002 pubblicato sulla GUCE n°318 del 22/11/2002. L’etichetta che ne contraddistingue l’IGP è costituita dal simbolo grafico di forma tonda con al centro l’immagine del carciofo.

PROPRIETA’ TERAUPEUTICHE

Ai carciofi fin dall’antichità venivano attribuite caratteristiche terapeutiche, soprattutto per le malattie epatiche. Agli stessi veniva anche attribuita proprietà afrodisiaca. Le sue proprietà farmacologiche sono state confermate anche dai più recenti studi scientifici. Ricco di sali minerali e vitamine, di fibre, non dovrebbe mai mancare dalla nostra tavola. Chi deve seguire un piano dietetico dimagrante non dovrebbe mai eliminarli dal proprio regime alimentare: regolano l’appetito, stimolano la diuresi, aiutano a controllare sovrappeso e cellulite. Vantano virtù terapeutiche anche per chi ha problemi di colesterolo, diabete, ipertensione e epatici grazie soprattutto alla presenza di cinarina e di coloretina. Contribuiscono a contrastare i calcoli, sono tonici e disintossicanti. L’effetto diuretico del carciofo contribuisce anche a diminuire gli effetti tossici dell’alcol riducendone la concentrazione nel sangue, oltre a svolgere una funzione epatoprotettiva e antitossica in genere.

IL CARCIOFO NELLA STORIA

Il carciofo (Cynara scolimus) è una pianta già conosciuta al tempo degli Egizi e diffusa nell’area mediterranea, importante per i fitoterapisti egizi e greci che lo utilizzavano largamente come pianta medicinale. La derivazione del termine Cynara ha due culture di pensiero: per alcuni proviene dalla parola “cinis”, in quanto secondo “Columella” il terreno dove venivano coltivati i carciofi veniva arricchito con la cenere. Altri lo farebbero derivare dal nome Cynara, una fanciulla della quale Zeus si invaghì: la leggenda narra che Zeus andò a far visita al fratello Poseidone. Sulla spiaggia scorse questa bellissima ragazza e se ne innamorò immediatamente. Naturalmente la sedusse e la trasformò in dea per portarla con sé sull’Olimpo. Ma dopo un po’ Cynara cominciò ad avvertire la solitudine e la mancanza della sua famiglia per cui con un sotterfugio tornò sulla terra per incontrare la madre e la famiglia della quale aveva nostalgia. Quest’episodio mandò letteralmente su tutte le furie Zeus che per punirla la scaraventò giù dal monte Olimpo e la trasformò in una pianta spinosa! Fonte: laziogourmand.com