ENPA IN AIUTO DEI PELOSI DI RAMALLAH, IN PALESTINA

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L’Ente Nazionale Protezione animali con Baladi Palestine Animal Rescue Team. Per sostenerlo si può donare anche online, ognuno secondo le proprie possibilità. Tutti insieme, anche con poco, possiamo fare la differenza e aiutare i volontari a costruire un rifugio.

A causa di credenze popolari molto diffuse in Palestina il cane è un animale considerato impuro e pericoloso e viene maltrattato e ucciso. L’associazione Baladi non svolge solo un’opera di recupero immediata e cura degli animali, ma anche culturale vera e propria, nel lungo termine.

Una volontaria dell’associazione- Sito raccolta fondi

I volontari di Baladi hanno preso in carico oltre un centinaio di casi difficili e ogni giorno assistono dozzine di palestinesi con consigli su soccorso e logistica. Proprio per questo lo storico Ente Protezione Animali, ENPA, ha deciso di sostenerli nella difficile impresa. Siamo felici di aver aiutato – afferma Carla Rocchi, presidente ENPA – il Baladi Palestine Animal Rescue Team che si occupa della salvaguardia degli animali nel difficile territorio di Ramallah, in ebraico “casa di Dio”, situata sui Monti della Giudea a 18 chilometri da Gerusalemme, in Palestina.

Stanno costruendo un rifugio per accogliere gli animali randagi, curarli, sterilizzarli e consegnarli in buone adozioni.

L’associazione soccorre anche i gatti in difficoltà – Pagina FB

L’Associazione Baladi per sostenere le molte spese per costruire il rifugio ha lanciato su Internet una raccolta fondi che terminerà i primi di febbraio. Le donazioni fino ad oggi hanno assicurato le spese mediche e alimentari per queste povere creature. La Baladi, attualmente è l’unica squadra di soccorso per i pelosi gestita da giovani e volontari in Palestina, che nutre, ospita e fornisce cure veterinarie agli animali randagi.

Naturalmente sono soccorsi anche i gatti in difficoltà. Sin dal loro inizio, durante la pandemia di COVID 19, il team ha salvato animali investiti da auto, malnutriti, malati di virus e piccoli abbandonati che dovevano essere nutriti con il biberon. La stragrande maggioranza di questi costi è stata sostenuta dagli stessi volontari. L’associazione per migliorare l’assistenza ha in programma anche di assumere un vero e proprio assistente veterinario.

Logo della Baladi Palestine Animal Rescue Team – Pagina FB

La Baladi Palestine Animal Rescue Team può essere seguita su Facebook o Instagram. La situazione, dunque, sembra prendere una piega inaspettatamente positiva dopo la notizia, smentita dallo stesso sindaco di Hebron, che avesse messo una taglia sui cani vaganti per risolvere il problema del randagismo. Invece, come spiega “Kodami”, il Comune di Hebron, la più grande città della Cisgiordania palestinese con i suoi 200.000 abitanti, ha accolto l’idea di un progetto di sterilizzazione per la gestione del randagismo in città e nei sobborghi che sarà condiviso con la Palestinian Animal League, un’organizzazione senza scopo di lucro che lavora per proteggere gli animali nei Territori palestinesi occupati e che si è subito dichiarata disponibile a “fornire le informazioni, gli studi e l’assistenza necessaria per condividere questo progetto di sterilizzazione”. Sulla pagina Facebook della PAL è possibile persino trovare immagini in cui s’invita la cittadinanza a collaborare per combattere il fenomeno del randagismo.

Per donare: https://www.launchgood.com/campaign/animal_shelter_in_palestine#!/

 Rubrica a cura di Barbara e Cristina Civinini

Colonia felina del castello di Santa Severa https://gliaristogatti.wordpress.com