DUE PESI E DUE MISURE

0
1108
verde pubblico

Cerveteri, ordinanza verde pubblico.

L’ordinanza del Comune di Cerveteri che impone la pulizia dei terreni privati entro il 15 giugno crea un forte contrasto tra la rigidità delle regole imposte ai cittadini e lo stato reale del territorio, caratterizzato da anni di incuria.

Molte delle aree invase da rovi e sterpaglie appartengono al patrimonio comunale, a enti sovracomunali o sono zone di confine stradale non censite. L’ordinanza colpisce duramente i privati, ma il Comune spesso non riesce a garantire la stessa tempestività e capillarità nella pulizia dei propri spazi pubblici, creando un evidente cortocircuito di credibilità. In merito al rischio incendio, ipotizziamo un privato che pulisce perfettamente il proprio lotto: confinando con un’area pubblica abbandonata (es. fossi, banchine stradali o parchi incolti) resta comunque esposto al rischio di incendi. Il fuoco non si ferma davanti ai confini di proprietà. Per quanto riguarda le tempistiche poi, l’ordinanza non considera l’effetto accumulo. Rovi e frasche cresciuti per anni non si eliminano con una semplice falciatura superficiale. Richiedono interventi strutturali di bonifica, disboscamento e movimento terra. Imporre la scadenza tassativa del 15 giugno a tutta la popolazione crea un picco di domanda ingestibile per le ditte locali di giardinaggio e per i centri di smaltimento dei rifiuti verdi, lasciando molti cittadini impossibilitati a mettersi in regola in tempo.

L’ordinanza obbliga i proprietari a tagliare le siepi e i rami che protendono sulle strade pubbliche. Tuttavia, in molte zone rurali e periferiche di Cerveteri, la vegetazione che restringe la carreggiata proviene da terreni abbandonati di cui è difficile persino rintracciare i proprietari. Viene il dubbio che, in assenza di una mappatura chiara e aggiornata da parte del Comune, si rischia di sanzionare il proprietario sbagliato o di lasciare aree critiche totalmente scoperte perché l’origine della sterpaglia è di dubbia attribuzione.  Ultima riflessione, la carenza di personale. Per far rispettare un’ordinanza su un territorio vastissimo come quello di Cerveteri, il corpo di Polizia Locale dovrebbe disporre di risorse umane che attualmente sembra non avere. Senza controlli a tappeto, l’ordinanza rischia di rimanere un atto puramente formale, valido solo a scaricare la responsabilità legale dal Comune al cittadino in caso di incendio, senza risolvere l’emergenza reale della vegetazione infestante.