Sull’oggettivazione dell’immagine femminile
È stata inaugurata venerdì 14 Novembre a Terni presso il Caffè Cavour la mostra fotografica di Gloria Vatteroni “Dolls” un progetto artistico di denuncia dei femminicidi tramite il linguaggio fotografico iniziato cinque anni fa.
Con il suo lavoro Gloria Vatteroni ha cercato di umanizzare le Barbie, simbolo di uno stereotipo del femminile ridotto a oggetto e piegato a sguardi e desideri maschili, e insieme, soprattutto nei decenni scorsi, perché oggi esistono anche Barbie “imperfette” modello di bellezza irraggiungibile per molte donne.
La bambola, decontestualizzata e umanizzata, diviene il simbolo della donna come corpo, proprietà, un giocattolo da prendere e buttare a piacimento. Nelle pubblicità, sui media, nei programmi tv deve incarnare la perfezione, la giovinezza, corpi e volti di plastica che ammiccano, sempre e solo rivolti agli sguardi maschili.

Non è stato facile umanizzare le Barbie– afferma Gloria Vatteroni-sempre così sorridenti e felici ma il progetto non si è ancora concluso, come non sono finiti i femminicidi.
Nella mostra sono presenti anche alcune immagini della seconda parte del progetto, nelle quali l’autrice compie il lavoro contrario, ovvero “bambolizzare” e disumanizzare la donna rendendola sempre più bambola, più Barbie, più oggetto nelle ludiche mani di uomini irrisolti e malati. Immagini che dal punto di vista estetico e stilistico richiamano alcune tendenze della fotografia di moda contemporanea.
Oggettivare una persona significa non riconoscerla nella propria autonomia e capacità di azione, utilizzandola come strumento per scopi altrui e considerandola violabile. L’oggettivazione riduce l’individuo a merce: nella pubblicità anche contemporanea l’immagine femminile è frequentemente associata e valutata solo in base alla capacità di provocare istinti sessuali. In particolare, nelle pubblicità rivolte a un pubblico maschile la donna ha un ruolo solo decorativo.
Secondo una ricerca di Art Directors Club Italiano l’oggettivazione del corpo nella pubblicità riguarda sia le donne che gli uomini, ma quella delle donne è 22 volte superiore.
La mostra resterà aperta fino a sabato 29 novembre e visitabile durante gli orari di apertura del Caffè Cavour, Via Cavour Terni.
L’autrice
Gloria Vatteroni nasce a Milano ma gira l’Italia a causa del lavoro del padre.
Studia fotografia a Firenze, a Roma lavora per gli Alinari e per l’Istituto Luce.
Si occupa di servizi fotografici, riproduzioni di arte, arte sacra, cinema e stampa fine-art. Contemporaneamente porta avanti la sua ricerca che si basa soprattutto sul ritratto e sull’autoritratto introspettivo. La sua ultima pubblicazione è il libro d’artista “Nel Sogno Sacro del Bosco”, un viaggio onirico nel bosco sacro di Bomarzo realizzato con l’artista John David O’Brien.
Si innamora dell’Umbria e nel 2010 vi si trasferisce definitivamente. Attualmente lavora per il Ministero della Cultura. Ora la sua ricerca è concentrata sulla fotografia stenopeica.
Andrea Macciò
































































