DISTORSIONI POSTRAUMATICI DELLE CAVIGLIE E DEI POLSI

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I RIMEDI OMEOPATICI DA ALTERNARE.

Nelle distorsioni della caviglia l’infortunato deve fermarsi, restare immobile altrimenti ha dolore intenso. L’articolazione si gonfia, diventa edematosa, migliora con applicazione di ghiaccio. Sono necessari diversi giorni (una settimana almeno) prima, che, con l’acuto di Fans (farmaci antinfiammatori non steroidi), possa migliorare e ritornare a camminare.

E’ questo un infortunio in cui l’utilizzo alternato di rimedi omeopatici, in bassa diluizione centesimale (5 CH granuli) ripetuti più volte a distanza di 3-4 ore durante il giorno, risulta molto efficace ed in breve tempo (2-3 giorni al massimo). Nei dolori osteoarticolari cronici Bryonia viene seguita da RhusToxicodendron e viceversa.

Nell’idrarto postraumatico, evento acuto, è utile invece alternare Bryonia con Apis (sempre in bassa diluizione). I due rimedi hanno modalità reattive in parte in comune in altre sono opposte. Entrambi migliorano con freddo (con il ghiaccio) premuto sulla caviglia dolente e rigonfia) mentre peggiorano con il caldo. Apis presenta la “nota chiave”: nei dolori ossei con idrarto, ha la “sensazione di trafitture brucianti” (tipo aghi caldi) sempre migliorata dal freddo e peggiorati dal calore. Bryonia accusa anche lei dolori pungenti, lancinanti ma sempre migliorati con il riposo, con l’immobilità assoluta, con la pressione forte di applicazioni ghiacciate.

Quando poi dopo anche soli 1-2 giorni il dolore migliora e l’arto diventa assai meno edematoso, i rimedi omeopatici cambiano con l’evoluzione della sintomatologia. Il paziente inizia a stare meglio con i primi movimenti articolari (ma non come RhusToxicodendro che migliora con il calore, a differenza di Apis. Bryonia che migliorano col freddo).

E’ questo il momento di utilizzare il rimedio Ruta, una pianta “vulneraria che associa quattro elementi essenziali:
1) eziologia traumatica;
2) organo bersaglio (affaticamento muscolo – tendineo);
3) sintomatologia dolorosa che poi migliora con il movimento. L’organotropismo di Ruta non riguarda solo le distorsioni della caviglia (ma anche dei polsi) ma le lombalgie dopo sforzi ripetuti per affaticamento muscolo – tendineo (non ernie discali) e gli occhi, con senso di contusione a carico dei muscoli estrinseci oculari, bruciore, disturbi visivi e intolleranza alla luce (fotofobia).

In quest’ ultima affezione gli occhi, arrossati e caldi, sono la conseguenza di un uso prolungato della vista (oggi assai frequente per chi sta molte ore davanti al computer). Nei dolori osteoarticolari il miglioramento con i movimenti (non ai primi) bensì solo dopo aver camminato, in un soggetto agitato, ci indirizza su un altro rimedio omeopatico: RhusToxicodendron.

A differenza di Bryonia che peggiora sempre col movimento e migliora con l’immobilità, Rhustox peggiora di notte con il riposo, è agitato, ha bisogno impellente di cambiare posizione nel letto. Per fortuna svegliandosi al mattino, dopo i primi dolori provocati dal “mettersi in moto” migliora muovendosi nel corso della giornata. Alternando Ruta con Rhus toc (in bassa diluizione sempre 3 granuli alla 5 CH) il paziente guarisce completate in 3-4 giorni, senza antidolorifici e antinfiammatori di sintesi.

In questa seconda fase (dopo la prima di Apis – Bryonia) il paziente migliora con il caldo secco, con il massaggio e la frizione delle parti assai prima dolorose (Ruta – Rhustox.) Ricapitolando nell’idrarto postraumatica di caviglie e polsi prima si alterna Apis con Bryonia per un paio di giorni poi Ruta con Rhustox per altri due quando l’edema è scomparso ed il paziente inizia a migliorare con il movimento.

di Aldo Ercoli

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli