Disoccupazione in calo ma economia resta ferma

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Lavoro: Confimprenditori

“Il calo del tasso di disoccupazione al 5,7% registrato dall’Istat a novembre è senza dubbio un dato positivo e va letto con attenzione, soprattutto per quanto riguarda la diminuzione della disoccupazione giovanile. È un segnale incoraggiante, ma non sufficiente per descrivere lo stato reale dell’economia italiana”.

Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, commentando i dati diffusi dall’Istat.

“Il dato occupazionale, da solo, non è indicativo della salute del sistema economico. L’economia reale, in particolare quella delle piccole e medie imprese, è oggi in una fase di stallo. Le aziende continuano a fare i conti con una pressione fiscale tra le più alte d’Europa, che in Italia supera il 42% del PIL, e con un costo del lavoro che resta strutturalmente elevato. In questo contesto parlare di ripresa rischia di essere fuorviante. Senza una riduzione stabile e strutturale della pressione fiscale e del cuneo contributivo, la crescita resta debole, gli investimenti vengono rinviati e la competitività delle imprese continua a ridursi. Se non si interviene sul costo del lavoro e sulla fiscalità che grava su chi produce, anche i dati positivi sull’occupazione rischiano di essere temporanei e fragili”.