Dalla Spagna il Padel sbarca al Valcanneto Village

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Sbarca nel nostro territorio un gioco che sta spopolando in tutta Europa.

Il Padel che troppi hanno sbrigativamente liquidato come la versione del tennis in miniatura. Ma il Padel è un’altra cosa. E’ un gioco dove la palla non muore mai. Un gioco che va oltre la parola moda e supera la definizione di fenomeno. Si gioca su un campo piccolo e veloce, con le pareti. Ma non il soffitto. E per una serie di strane ragioni il Padel è uno sport che sta crescendo con cura e attenzione, protetto come una cosa preziosa e che, promettono, diventerà grande. In Argentina e in Spagna lo è già. I campioni del mondo nascono lì e hanno storie bellissime da raccontare. Sono stati loro a storpiarne il nome. Da Paddle, pagaia, a Padel, che non è nulla. Nel nostro territorio finalmente arriva la versione reale del Padel grazie all’iniziativa del circolo Valcanneto Village che ha compreso come questo sport non mancherà di appassionare grandi e bambini per la sua particolarità. Che lo rende differente dal tennis. Del tennis ha l’eleganza ma una diversa velocità, con una passione che giustificherebbe l’onda d’urto di uno sport in espansione. A Roma è entrato in tutti i circoli principali. A Valcanneto è stato allestito un campo che appare come una gabbia per un combattimento. La solitudine che caratterizza il tennis qui è schiacciata dai suoni, dal rimbombo della palla sulle pareti o dalla vicinanza con il tuo compagno di doppio. Non ci sono pause, lo stato mentale è quasi di trance. ll Padel si impara facilmente, non c’è bisogno di saper giocare a tennis. L’impatto sulla palla presa al centro, saperla controllare con l’aiuto delle pareti, trovarsi al punto giusto è eccitante. Si gioca in doppio ma nel Padel i due ruoli sono molto distinti. Il destro è un regolarista, l’altro deve concludere il punto che il suo compagno ha preparato, i colpi devono essere leciti, non esiste scorrettezza ma rimbalzi, ombre, direzioni. E’ un gioco che tira fuori istinti antichi, l’orgoglio di dover vincere anche con le spalle al muro. Elegante. Libero. Seducente. Un mese di allenamento consente miglioramenti che nel tennis si farebbero in un anno. Un’occasione da non perdere, coglietela subito perché è uno sport che una volta conosciuto non si lascia più.