Crisi politica, prove d’intesa tra Gubetti e i dissidenti

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E intanto alle Europee è boom per Fratelli d’Italia ma più della metà degli elettori non va a votare.

Prove di intesa a Cerveteri per far portare fuori la nave dalle acque super agitate. L’incontro, tante volte rinviato, alla fine c’è stato a Cerveteri tra il sindaco Elena Gubetti e i consiglieri comunali dissidenti, ben 8, che si sono tirati fuori dalla maggioranza aprendo ad una crisi politica. «Un incontro positivo», lo ha definito il primo cittadino etrusco che ha tutta la volontà di andare avanti nonostante la burrasca che sta attraversando ormai da circa un mese. «Una riunione molto costruttiva – ammette Gubetti – ci siamo ritrovati sugli obiettivi importanti che dobbiamo raggiungere per il bene della nostra città. È un primo passo verso una ricucitura. Le distanze da colmare sono ancora molte ma si è vista almeno la volontà per provare ad andare avanti». Un messaggio distensivo nei confronti dei due schieramenti civici in contrasto, Governo Civico e Cerveteri Democratica. Prima del vertice tra le parti si era tenuto un consiglio comunale tutt’altro che rassicurante con un altro ultimatum dei civici che poi hanno ritirato l’emendamento sul bilancio. Poi ci hanno ripensato ma comunque è una partita a scacchi complicata per la stabilità politica. Oggetto del contendere questa volta una piccola variazione relativa al servizio cultura presentata poco prima dall’assessore al Bilancio, Alessandro Gnazi, e che prevedeva lo spostamento di alcune somme da un capitolo a un altro. Dopo una serie di interventi dei civici che hanno cercato di motivare il dietrofront, duri attacchi nel centrosinistra. «È una vergogna – non usa giri di parole il segretario Pd, Giuseppe Zito – è arrivo il momento di essere seri con i cittadini. Abbiamo assistito ad uno strampalato tentativo di mettere in difficoltà quello che resta della maggioranza». Ulteriore colpo di scena. Alessandro Gazzella (Governo Civico) si è dimesso da presidente della commissione Bilancio. «Direi che ne abbiamo viste di tutti i colori – sostiene Luca Piergentili, consigliere comunale – è un bel teatrino, la degna continuazione del consiglio precedente. Chi paga per le ripicche interne del centrosinistra sono i cittadini».
Le politiche Europee. Di mezzo anche il voto con un dato che balza subito agli occhi: a Cerveteri hanno votato 12.925 elettori, il 42,35 contro il 51 delle scorse Europee. Alle comunali di due anni fa si era recato alle urne il 51% al primo turno. Un segno evidente della disaffezione politica. Al primo posto Fdi al 38,77. Il Pd sale di 4 punti percentuali rispetto al 2022 passando dal 14 al 18,08%. Cinque Stelle terzo con un 12,11. La Lega è al 7,72 e comunque sempre meglio del 2,1 ottenuto alle amministrative del 2022 mentre Forza Italia con il 5,24% è dietro pure ad Alleanza Verdi e Sinistra che si ritrova al 7,63.
Il voto ladispolano. Pochi elettori anche qui, 5mila in meno rispetto al 2022. Fdi si attesta addirittura al 38,95%, oltre 10 punti in più rispetto al voto in tutta la Penisola. Pd in ripresa con un buon 16,87% decisamente di più del 4,30 del 2022 anche se a livello nazionale la Schlein è al 24. La Lega supera l’8 ma è sotto anche al Movimento Cinque Stelle che, nonostante non sia rappresentato in aula, strappa l’11,83. Fi perde ancora rispetto alle comunali nonostante l’alleanza con Noi Moderati e Ppe con il 5,24 contro il 5,6 del passato e perde rispetto al 9,69 nazionale. Alleanza Verdi e Sinistra superano il 7% doppiando il risultato di 2 anni fa.