Covid-19: due domande

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Il vaccino che verrà: dubbi legittimi o infondati. E’ giusto non mandare a scuola i bambini?

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Il numero dei contagiati seppur diverso da regioni del nord e sud Italia (a macchia di leopardo) si è drasticamente ridotto rispetto a qualche mese fa.

Alcuni focolai circoscritti potranno riaccendersi perché sotto la cenere c’è ancora un po’ di brace.

Basta non rispettare le distanze, non portare la mascherina, non osservare  le misure igieniche.

Quello che comunque ora è certo è che la curva epidemiologica sia in netto calo.

Sarà perché il coronavirus sta perdendo di aggressività e diffusibilità? O sarà invece perché gran parte della popolazione si sia autoimmunizzata e quindi risponda meglio alla pandemia?

Il professor Andrea Crisanti da me lodato in precedenza perché aveva intuito che andavano sottoposti a tampone anche gli asintomatici (contro le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità) è del parere che la carica virale è la stessa di prima, non è diminuita.

Allora perché questa netta curva in discesa dei contagi?

A mio parere vanno presi in considerazione entrambi i fenomeni.

Il virus è circolato e nell’80% dei casi, non ha fatto danni.

La sua virulenza non ha più la stessa potenza di prima perché essendo il coronavirus un parente stretto della SARS, ha un suo ciclo vitale con un inizio ed una fine.

Ho l’impressione che anche quei virologi che ho lodato abbiano “preso gusto” alle comparsate televisive (credo retribuite ma non ne sono certo).

In questa fase più saggio mi è sembrato il comportamento del professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano che poche volte si è visto dal teleschermo casalingo.

Sto parlando di una delle vere eccellenze in campo virologico, direi ai vertici della classifica mondiale.

Tanti altri suoi colleghi che oramai conosciamo meglio di calciatori, attori e cantanti, vere star televisive, sono ad un livello inferiore.

Personalmente ho manifestato un certo scetticismo riguardo al “vaccino che verrà”.

L’effetto antiansiogeno, rassicurante e quello economico coincidono.

Anche se tra tantissimi, se ne troverà uno efficace ed innocuo siamo sicuri che quando sarà disponibile la pandemia coronata ci sarà ancora?

Oppure ve ne sarà un’altra diversa come eziologia nei confronti della quale il vaccino sarà inutile? Pur senza salire in cattedra da cui sono stato volutamente lontano, credo che questi due interrogativi non siano banali o insensati. E ancora. Si è mai scoperto un vaccino efficace contro certi virus quali la SARS, MERS, EBOLA, HIV?

E’ cosi’ difficile dare un’informazione corretta?

Depurata da ogni interesse politico-commerciale?

E ancora, se il Covid-19 si comporta come la SARS si andrà spegnendosi da solo, se invece segue il ritmo del virus influenzale sarà sempre diverso di anno in anno, se infine si comporterà come l’Ebola o l’HIV non se ne andrà ma sarà la farmacologia a contenerlo sino a ridurlo ai minimi termini.

Altra questione.

I bambini piccoli non si infettano con il Covid-19 (G. Remuzzi), né trasmettono il virus e possono abbracciare i nonni (D. Koch).

Quest’ultimo è il capo della sezione “Malattie trasmissibili” dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica Svizzera.

A mio modestissimo parere ribadisco quello che ho sempre sostenuto:

  • I bambini da 1 a 10 anni (ma anche seppur in maniera minore negli anni successivi) non si ammalano di Covid-19 non per il fatto che potrebbero aver sviluppato ancora un numero sufficiente di recettori (Ace 2) ma perché il loro sistema immunitario innato (quello lasciato in dono dagli antenati invertebrati) li protegge.
  • Gli stessi bambini fortemente protetti da questo sistema immune innato (non acquisito) tengono sotto controllo il nuovo coronavirus tanto da renderlo innocuo per sé e per gli atri.

A mio parere la scuola dovrebbe, come altrove, riaprire anche da noi.