Coronavirus, provvedimenti al Liceo Sandro Pertini

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Gli studenti che non autodenunciano le proprie vacanze o spostamenti nelle regioni a rischio contagio da coronavirus, rischiano una sospensione.

“Ai rientri dalle zone a rischio o al contatto con persone provenienti da zone a rischio, di alunni che non osservino la misura della quarantena per 14 giorni, si propone la sospensione dalle lezioni di 10 giorni”. Questo il provvedimento deliberato dal Consiglio di Istituto del Liceo Sandro Pertini di Ladispoli il giorno 24 febbraio, cioè ieri, durante il pomeriggio. In sostanza gli studenti che non autodenunciano le proprie vacanze o spostamenti nelle regioni a rischio contagio da coronavirus, rischiano una sospensione.

I ragazzi che, negli ultimi 10 giorni, hanno effettuato viaggi all’estero, sono stati in regioni italiane a rischio di COVID-19 o sono stati a contatto con persone provenienti da queste zone, dovranno dichiararlo alla scuola così che si possano mettere in atto, qualora lo si ritenesse necessario dagli enti che si stanno occupando dell’emergenza, di mettere in atto le azioni pertinenti a verificare che tutto sia nella norma.

“Il consiglio d’istituto ha emanato una delibera (all’unanimità’) volta al rispetto delle normative vigenti in materia di contenimento e prevenzione della diffusione del COVID-19 nella tutela di tutti gli studenti il personale del liceo Pertini senza suscitare allarmismi”, è quanto avrebbe detto la preside Fabia Baldi rispondendo ad un sito on line.

Inoltre torna il certificato medico dopo cinque giorni di assenza. Abolito pochi mesi fa, il Coronavirus lo ha reso nuovamente necessario. “In relazione all’abolizione del certificato medico per il rientro a scuola dopo cinque giorni di assenza, disposto dalla Regione Lazio, si fa presente che l’unico caso in cui è esclusa l’abolizione del certificato scolastico riguarda i casi in cui sia richiesta la certificazione per misure di profilassi previste a livello nazionale e internazionale per esigenze di sanità pubblica, come previsto dalla circolare del Ministero della Sanità Dipartimento prevenzione ufficio III Protocollo n° 400.3/26/1189 del 13 marzo 1998″