Si è tenuto il 14 novembre, a Civitavecchia presso la Sala Pucci, il convegno “I cammini e lo sviluppo dei territori. Il cammino di Asekura e dei martiri giapponesi nel litorale nord del Lazio” in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e l’Associazione culturale Variante Cimina che ne sta curando lo sviluppo e la promozione.
Partendo dall’esperienza del cammino di Asekura e dei martiri giapponesi il convegno ha indagato sul come la corretta progettazione e la messa in rete dei percorsi favoriscano la valorizzazione del territorio, promuovendo il turismo lento e sostenibile in alternativa al percorso veloce del turismo moderno, alla scoperta delle comunità, delle culture, del patrimonio storico e paesaggistico. Il mettere in rete più comuni ha dato forza alla realizzazione del progetto. il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti ha dichiarato che da due anni l’idea del cammino è stata accolta essendo in linea con l’obiettivo di creare il Cammino degli Etruschi riconosciuto dalla Regione Lazio.
L’assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura Margherita Frappa in rappresentanza del comune di Ladispoli ha sottolineato l’importanza dei cammini a livello spirituale che portano a riscoprire il silenzio, l’introspezione e a sviluppare la crescita umana. A seguire sono intervenuti molti professionisti che hanno illustrato altri cammini già realizzati quali: La Variante Cimina, il Cammino 100 Torri, il Cammino di San Benedetto, la Via dei lupi, il Cammino della Sibilla. Il Cammino di Asekura. Lungo un percorso di 100 chilometri si ripercorre l’ultimo tratto dell’avventura del samurai.
Il cammino è stato ritracciato e unisce diversi paesaggi, da quello urbano abitato, a quello ambientale della Riserva di Macchia Tonda, delle dune di Palidoro, dell’oasi Lipu di Castel di Guido e quello delle bonifiche tra Fiumicino e la foce del Tevere. Il tratto lungo la costa permette di apprezzare numerose zone archeologiche e architettoniche, quali le torri costiere e gli edifici fortificati.
Partendo dalla statua dedicata ad Asekura e dalla Chiesa dei Martiri Giapponesi a Civitavecchia, il percorso prosegue verso il Castello di Santa Severa, dove il samurai soggiornò per una notte, proseguendo per Palidoro, dove fece una sosta e riprendendo il cammino nelle campagne verso Roma, arrivando alle sponde del Tevere, fino al Vaticano e al Quirinale.



































































