Consiglio comunale movimentato a Cerveteri

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foto di repertorio

Le opposizioni si ricompattano e insorgono contro Pascucci che invita i consiglieri di maggioranza a lasciare l’aula per far saltare il numero legale quando si discutono mozioni e interrogazioni di Alberto Sava

Sicuramente nel giorno del solstizio d’estate a Cerveteri si è consumata un’assise comunale fin troppo rovente. Il consiglio si è riunito giovedì mattina con un ordine del giorno che, strada facendo, era stato ancora una volta sovvertito. E così mozioni ed interrogazioni sono ‘scese in classifica’ dietro alla proposta di modifica del regolamento del consiglio, e al riconoscimento dei debiti fuori bilancio per gli interventi in danno al depuratore di Campo di Mare. Dopo una mattinata di lavori, alle 14 si è deciso per un’interruzione dei lavori, per riprenderli poi alle 15, finalmente con mozioni, interrogazioni e quel po’ di margine che la normativa consente all’opposizione. Evidentemente si è trattato di unapausa pranzo lunga per molti consiglieri: al rientro in aula, infatti, di venticinque consiglieri se ne sono presentati solo otto: cinque dell’opposizione e solo tre della maggioranza. Ovviamente consiglio sciolto e mozioni, interrogazioni edinterpellanze rimandate alla prossima seduta. Una situazione veramente mortificante per le istituzioni cittadine.Ancora una volta un consiglio e all’interno del quale l’agire pedissequo nei confronti della normativa, non ha impedito, anzi agevolato, una tacitazione della pur variegata opposizione, in ossequio ad una certa ‘allergia’ del primo cittadino a confrontarsi con opinioni e valutazioni diverse dalla sua. E se si allarga l’orizzonte alla ‘rappresentazione’ di sé che Pascucci sta maniacalmente curando in chiave locale, e addirittura nazionale, questa sorta di ‘allergia democratica’ di cui pare soffrire nelle ultime sedute di consiglio, stride molto con le ‘clamorose’ iniziative, tipo l’affissione di un adesivo che ribadisce che dietro quel portone c’è un sindaco antifascista. Questa volta il ‘vulnus’ democratico è stato talmente evidente che Pascucci è riuscito in un’impresa finoraritenuta impossibile: ha riunitole diverse anime della minoranza,trasformandole in un’unica testuggine,pronta a dargli del filo da torcere su un terreno dove il sindaco di Cerveteri ormai pare in difficoltà.

Il capogruppo del Pd Juri Marini sui fatti del 21 giugno ha dichiarato: “Tutto è in iniziato con un battibecco, una sorta di parapiglia verbale, durante il quale il sindaco ha detto cose piuttosto gravi. Ha detto che lui è stanco di ricevere tutte queste interrogazioni, che il consiglio comunale dedica troppo tempo alle interrogazioni e mozioni delle opposizioni e che assumerà come linea di comportamento lo spostamento delle mozioni all’ultimo punto.Non solo: ha poi aggiunto che tutta la maggioranza farà mancare il numero legale quando si discuterannole interrogazioni delle minoranze, se tutti i consiglieri di minoranza non rimarranno presenti in aula. Io ho contestato duramente queste affermazioni per diverse ragioni. Primo, perché le opposizioni non si possono trattare come un soggetto unico e nessuno di noi consiglieri di minoranza è responsabile di ciò che fanno gli altri colleghi d’opposizione.Secondo, perché il dovere di un qualsiasi consigliere, in particolare della maggioranza, di mantenere il numero legale prescinde da qualsiasi condizione. È un dovere istituzionale e non può essere subordinato a condizioni politiche dettate dal sindaco.Terzo,fa riflettere che i consiglieri di maggioranza ubbidiscano sempre come soldatini ai diktat del sindaco. La minaccia di far mancare il numero legale è irricevibile, come l’intenzione dispostare sempre alla fine di ogni consiglio comunale mozioni ed interrogazioni. Se il regolamento prevedesolo per le mozioni ed interrogazioni l’apertura dei lavori di un consiglio,èproprio per evitare che la maggioranza, forte dei suoi numeri, prevarichi le opposizioni: esattamente quel che è successo poi nel consiglio di giovedì scorso e che succede regolarmente con l’amministrazione del Pascucci bis. Spostare le mozioni ed interrogazione all’ultimo punto, vuol dire mettere sotto la spada di Damocle del numero legale tutto il lavoro che i consiglieri di minoranza fanno in rappresentanza dei cittadini che li hanno eletti. Questo atteggiamento è davvero poco democratico, e fortemente irrispettoso dei principi basilari della democrazia. Ho invitato il sindaco a scusarsi immediatamente,e fare molta attenzione a simili esternazioni, frutto più di nervosismo, ed infine ho detto a chiari note quanto sia grottesco che proprio lui, sindaco che si fa fotografare mentre affigge adesivi sulla porta del comune con scritto ‘qui risiede un sindaco antifascista’, poi in aula assuma atteggiamenti diametralmente opposti, prevaricatori ed anche cattivi. Trovo il riflesso di tutto ciò nella beffa della pausa pranzo richiesta della maggioranza: non so dire se sia stato un caso, oppure tutto organizzato, ma è accaduto che, nonostante l’impegno della maggioranza ad una lealtà istituzionale, non si è presentata,facendo saltare il consiglio proprio quando erano rimaste da discutere solo mozioni ed interrogazioni. Non presentandosi hanno dato dimostrazione di zero serietà e si sono resi responsabili di un gravissimo strappo istituzionale”. Fin qui la prima parte del commento del capogruppo PdJuri Marini a ‘la Voce’, dichiarazione che fin qui abbiamo fedelmente ‘sbobinato’, perché quello che è accaduto in aula al Granarone ha aperto un’ipoteca pesante sulla democrazia delle istituzioni a Cerveteri. Riprendiamo con la dichiarazione di Juri Marini, zoomando su quanto era successo prima della indigesta pausa pranzo architettata dalla maggioranza. “In agenda la delibera dei debiti fuori bilancio legata al depuratore di Campo di Mare riparato in danno all’Ostilia. Quando abbiamo trattato questo punto, la maggioranza da sola non sarebbe stata in grado di garantire il numero legale e siamo stati noi dell’opposizione, tutti presenti, a garantirlo: questo tanto per puntualizzare a proposito di serietà e responsabilità. Al termine del dibattito il Pd ha votato contro questo punto, perché il bilancio èil cuore politico di ogni amministrazione ed è con il voto sui punti del bilancio che si marca veramente la differenza tra chi governa e chi sta all’ opposizione. Quindi la regola è che la maggioranza si vota sempre il suo bilancio, e chi si oppone vota sempre contro o al massimo si astiene. Il mio no secco al debito fuori bilancio per l’Ostilia è legato ad una mozione presentata e votata favorevolmente da tutta l’opposizione alcuni mesi fa, e che la maggioranza respinse. Era una mozione che impegnava l’Amministrazione ad attivarsi presso gli uffici tecnici per valutare come assicurarsi delle garanzie, eventualmente pignorando dei beni all’Ostilia, proprio perché l’Ostilia ha già altri debiti con il comune, e che finora tali sono rimasti, e poi perché già allorasi sapeva che si sarebbero dovuti effettuare questi interventi in danno. Quindi la maggioranza bocciò la mozione con cui noi dell’opposizione intendevamo tutelare l’Ente da ulterioriazioni in danno dell’Ostilia senza le dovute garanzie, per evitare che fossero i cittadini a pagare. Oggi il Comune è fortemente esposto, perché credo che difficilmente vedremo ritornare nelle casse comunali i soldi dei cittadini spesi dalla maggioranza per l’azione in danno per riparare il depuratore di Campo di Mare. Infine -conclude Juri Marini- mi ha sorpreso chi tra i banchi della minoranza mesi fa perorava la mozione contro l’Ostilia e giovedì ha votato a favore del debito fuori bilancio per riparare il depuratore di Campo di Mare”.

 

 

Sulla lacerazione democratica andata in scena al Granarone arriva puntuale e durissimo il commento dell’esponente di Cinque Stelle. Il consigliere comunale Saverio Garbarino questa volta mette da parte il suo naturale aplomb moderato e non le manda a dire al primo cittadino ed alla sua maggioranza: “Quello che abbiamo visto oggi (giovedì mattina in consiglio, ndr) è stato il peggior Pascucci da quando è iniziato questo suo secondo mandato. Molto, molto nervoso al punto da battere anche i pugni sul tavolo durante i suoi interventi. Forse innervosito da qualche pressione esterna a Cerveteri, forse da qualche mancata risposa positiva da parte di Città Metropolitana su alcuni progetti cittadini.  O magari deluso dagli scarsi risultati che il suo nuovo movimento politico “Italia in Comune” ha ottenuto in giro per la penisola quando invece si proponeva come alternativa al populismo: il suo è un movimento che ha già cominciato a soffrire appena nato, o forse deluso per le aspettative disattese in ambito regionale. Questo il quadro alla base di un Pascucci troppo nervoso, che spesso e volentieri durante i suoi interventi sui temi locale si richiamava a tematiche nazionali, sicuramente interessanti, ma che nulla avevano a che vedere con le materie in discussione nell’aula di Cerveteri. E’ già accaduto in passato che Pascucci offrisse questo profilo di se stesso, ma posso dire che l’ultima volta si è veramente superato, ove possibile! Ha tirato fuori la sua vera anima antidemocratica, probabilmente perché la democrazia che concepisce lui è qualcosa di molto personale. Durante i suoi interventi in aula, già altre volte lo avevamo sentito dire che lui è un sindaco che non ha bisogno dell’ opposizione, che se fosse per lui le ordinanze le può fare perché ha a disposizione la sua maggioranza.  E questo è un pensiero molto, molto pericoloso per la partecipazione democratica ad un’assemblea popolare come un consiglio comunale. Questa volta si è superato anche perché ha testualmente detto che: “Proporrà ogni volta di discutere mozioni ed interrogazioni come ultimi punti  dell’odg. dei consigli e non come primi punti, così come previsto dal regolamento comunale. Quindi addirittura ha deciso e dichiarato di ergersi al di sopra del regolamento comunale per discutere le delibere che gli consentono di portare avanti i suoi progetti ed il suo sistema politico su Cerveteri. Ma non si è fermato qui! Durante un suo intervento ha testualmente invitato i (suoi) consiglieri di maggioranza a lasciare l’aula durante le discussioni di mozioni ed interrogazioni per far mancare il numero legale. Posizione che soffoca tutti i principali diritti di un consigliere comunale, soffoca i principali diritti dei consiglieri di opposizione e infine lede qualsiasi tipo di diritto democratico alla base di ogni dibattito politico. A questo gravissimo vulnus democratico, aggiungo che insulta intellettualmente i consiglieri della maggioranza che non sono soldatini al suo servizio, ma sono delle persone scelte dal voto dei cittadini. Pascucci dimentica che le interpellanze, le mozioni e le interrogazioni sono alcuni degli strumenti fondamentali di verifica e controllo democratico e della collaborazione che l’opposizione intende proporre al consiglio comunale. Quindi quando Pascucci sostiene che mozioni ed interrogazioni non sono nell’interesse della comunità tanto importanti quanto gli altri atti deliberati in consiglio, il sindaco offende non soltanto la democrazia ed i principi democratici, ma offende ancora una volta i cittadini che hanno votato i consiglieri di opposizione. Inoltre offende anche i cittadini che hanno votato lui perché se non ci fossero le opposizioni ci troveremmo con un sistema politico fatto di sola maggioranza senza contro altare, e questo è un sistema politico fascista. E’ facile fare il sindaco antifascista mettendo adesivi al portone del comune e poi andare in consiglio comunale e dichiarare che non ha bisogno dell’opposizione e che i consiglieri di maggioranza devono lasciare l’aula per far mancare il numero legale e impedire la discussione di mozioni ed interrogazioni della minoranza. Dichiarazioni vergognose e inaccettabili, Pascucci chieda scusa ai suoi consiglieri di maggioranza, si scusi con i consiglieri di opposizione e si scusi innanzitutto con i cittadini”.

 

Crescono di tono le dichiarazioni dei consiglieri di opposizione. Il consigliere Luca Piergentili, a cui il sindaco non risparmia pubblici apprezzamenti personali gratuiti e molto, molto antipatici, ci va giù duro: “Il Sindaco ormai si comporta come un dittatore sudamericano, si riempie la bocca con parole come trasparenza, democrazia, rispetto e poi in preda alla sua superbia e al suo delirio di onnipotenza non fa altro che offendere l’opposizione, in particolare modo il sottoscritto. Oggi con la sua solita aria da maestrino mi ha detto che faccio politica da quando avevo i pantaloncini corti ma non ho imparato niente perché non studio. Gli ho risposto che lui invece portava ancora il pannolino e, aggiungo, che visto lo stato in cui versa il comune di Cerveteri non mi sembra che lui abbia imparato qualcosa, nemmeno l’educazione. Dopo aver ascoltato il suo auto elogio per essere sempre presente in aula, gli ho ricordato che lui è assente sul territorio, un territorio che è sempre più abbandonato al degrado e all’incuria, ma il Sindaco con il suo modo di fare alla ‘Cetto la Qualunque’ continua a dire che va tutto bene, che è bravo solo lui, il tutto in barba alle critiche e al lavoro dell’opposizione”.

 

 

Meno tese nei toni, ma altrettanto ficcanti le parole che la consigliera Annalisa Berardinelli da queste colonne indirizza al sindaco Pascucci: “In consiglio abbiamo assistito all’ennesimo atto di prepotenza ed arroganza del Sindaco che fin dall’inizio della seduta aveva già deciso di non discutere mozioni, interrogazioni ed interpellanze presentate dall’opposizione e, infatti, questo è quello che è accaduto, con la complicità dei silenti consiglieri di maggioranza. Ancora una volta abbiamo dovuto subire il rinvio del punto sulle mozioni, interrogazioni ed interpellanze all’ultimo punto all’ordine del giorno. Il giochetto è sempre lo stesso: un consigliere di maggioranza fa la proposta di rinvio, tutta la maggioranza vota a favore e nulla può fare l’opposizione con il suo voto contrario. Nell’ultimo consiglio, però, si è veramente toccato il fondo: il Sindaco dopo aver accusato l’opposizione di fare troppe mozioni ed interrogazioni e ad averci dato degli incapaci per questo, ha invitato i consiglieri di maggioranza ad uscire dall’aula durante la discussione delle mozioni e interrogazioni. Invito prontamente raccolto dai suoi fidi consiglieri che dopo la pausa pranzo hanno ben pensato di non tornare in aula e così, dopo i due appelli del Presidente del Consiglio il primo alle 15.05 ed il secondo alle 15,25, la seduta è stata sciolta per mancanza del numero legale. Ad onor del vero va sottolineato che nel corso della mattinata, ad un certo punto, erano presenti solo 10/11 consiglieri di maggioranza e che, quindi, se l’opposizione avesse abbandonato l’aula il numero legale non ci sarebbe stato neanche per approvare i punti di loro interesse. I consiglieri di opposizione, invece, con grande senso di responsabilità e di rispetto verso i cittadini sono rimasti in aula fino alla sospensione per la pausa pranzo, permettendo così alla maggioranza di votare ed approvare il punto sul riconoscimento del debito fuori bilancio per gli interventi urgenti sul depuratore di Campo di Mare. Rispetto e correttezza non ripagati dai consiglieri di maggioranza dei quali solo tre, Travaglia, Gnazi e Costantini sono tornati in aula dopo la pausa e così, in maniera subdola, sono state violate le più elementari norme di democrazia. E questo, per concludere con una frase tanto cara al nostro Sindaco, non era mai stato fatto prima! “

 

 

Sicuramente lo strappo di Pascucci e quanto altro è accaduto nell’ultimo consiglio ed il nuovo ‘question time’approvato dalla maggioranza, impongono strategie diverse all’opposizione,la quale finora a Cerveteri si era sempre e solo avvalsa dei modesti spazi democratici dell’azione istituzionale a lei riservati. Due consigli comunali, finiti il primo in bagarre ed il secondo con la rivolta compatta delle minoranze, è quanto dovrebbe bastare per non rifare più gli stessi errori. Così sembrano pensarla i consiglieri di centrodestra Salvatore Orsomandoe Aldo De Angelis (e non solo loro) che affermano:“A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca! Io e il consigliere De Angelis abbiamo presentato, nei tempi stabiliti dalla legge,alcune mozioni e soprattutto alcune interrogazioni specifiche riguardanti il sindaco,alcuni assessori e un funzionario del Comune, ma a quanto sembra non c’ è verso di farci rispondere. Infatti, Pascucci e la sua truppa, si riempiono la bocca con paroloni quali democrazia, diritti, legalità, trasparenza, e poi supportati probabilmente dal presidente del consiglio, non ci fanno discutere importanti interrogazioni che, secondo noi, potrebbero portare alla luce alcune presunte e gravissime irregolarità. Sarà forse un caso che il presidente del consiglio comunale nella tornata al Granarone del 31 maggio ha fatto discutere soltanto le interrogazioni presentate entro il 17 maggio, escludendo quelle sopracitate per rimandarle sistematicamente al primo consiglio utile? Sarà un caso che nel primo consiglio utile, le interrogazioni sono state spostate prima con un colpo di maggioranza al quarto punto e dopo, in occasione della pausa pranzo, non tornando strumentalmente in aula facendo saltare il Consiglio Comunale?  Tanto per la cronaca le interrogazioni riguarderebbero gravi fatti accaduti durante la campagna elettorale 2017, presunte e gravi affermazioni fatte dal Sindaco sulla ditta che gestisce i rifiuti e, probabilmente, la presunta incompatibilità di un assessore”.Ma ripercorriamo con alcuni approfondimenti le fasi salienti di come abbiamo vissuto la giornata di giovedì scorso. E’ stata una mattinata di passione e scontri, quella del Consiglio Comunale del 21 giugno al Granarone cominciata male e finita peggio difatti, la silente maggioranza Pascucci, probabilmente ubbidendo a precisi ordini di scuderia, ha richiesto prima di modificare l’ordine del giorno indicato da loro stessi spostando strategicamente, all’ultimo punto, “Mozioni e Interrogazioni” e anticipando i punti di loro vivo interesse, cercando di giustificarsi con motivazioni molo deboli e infischiandosene del rispetto dell’opposizione e di quanti tra i cittadini vorrebbero sapere alcune verità e attendono delle risposte circonstanziate oramai da tempo. Successivamente, per cronaca, vi sono poi stati dei sonori “schiaffoni politici” rifilati dai consiglieri De Angelis e Orsomando oltre che da buona parte del centro destra,(eccetto le “solite stampelle” e voci fuori dal coro, collaudati alzatori di mano, che hanno offerto l’altra guancia) con detti schiaffoni si è ribattuto colpo su colpo, argomentando ed evidenziando presunte irregolarità oltre che tutte le problematiche, le mancanze e le non risposte di questa amministrazione documentando puntualmente ogni affermazione e, alcune volte, invitando costruttivamente la silente Maggioranza di gomma a risvegliarsi dal sonno, a mostrarsi propositiva e ad esprimere una propria opinione diciamo “indipendente”. Il Nulla del Nulla, un vero e proprio muro di gomma come a completare l’ennesima farsa, specchio fedele di una Amministrazione che ormai da anni (non) governa supportata, lo ripetiamo, dalle solite “stampelle” e che, ancora una volta, ha dimostrato la sua ben nota impotenza, inaffidabilità e mancanza di senso civico. Soltanto una voce si è alzata dalla truppa di maggioranza, quella di una consigliera che probabilmente in buona fede e sentendosi forse colpita più del dovuto, ha tenuto a rimarcare,parlando a nome della maggioranza, che se anche il Sindaco ha detto di abbandonare l’aula e far mancare il numero legale, noi restiamo. Peccato per Lei, però, che da lì a qualche ora è arrivata puntuale la smentita a quanto affermato grazie all’assurdo comportamento tenuto da quella stessa maggioranza e da altri soggetti, complice la pausa del pranzo, nonostante la presenza fisica fuori dal Palazzo Comunale del Granarone dei consiglieri comunali di maggioranza, c’è stato chi ha scelto (quasi tutti), di non prendere parte alla massima assise cittadina facendo mancare il numero legale e facendo sistematicamente saltare il Consiglio Comunale e quindi, di conseguenza, facendo forse volutamente saltare la spinosa discussione dell’ultimo punto delle “ mozioni e interrogazioni” che, secondo noi è diventato  il vero “cuore” del problema dal quale è nata un’indegna pagina politica scritta dalla maggioranza Pascucci. Meglio una ritirata strategica che una clamorosa sconfitta, soprattutto con il rischio di perire in battaglia per ‘franchi tiratori’ o chi altro: la politica, piaccia o no, è anche questo. Ora,chiariamo a chi legge, per trasparenza e onestà intellettuale che uscire dall’aula consigliare e incontrare consiglieri di maggioranza che cadono dalle nuvole facendo riferimento ad altri orari di riapertura consiglio, addirittura, trovarne un gruppetto ancora fuori il Granarone(sede del Consiglio) a seduta appena sciolta non è che sia stato uno spettacolo edificante,di certo è stato un atteggiamento irresponsabile e irrispettoso innanzitutto nei confronti dei cittadini e, seppure per il Sindaco è argomento “indigesto”, gli ricordiamo che garantire e mantenere il numero legale è preciso compito della sua maggioranza a maggior ragione quando è lo stesso Sindaco Pascucci e la sua maggioranza,tramite l’ufficio di Presidenza, a convocare il Consiglio Comunale stabilendo anche l’ordine del giorno. Il sindaco, la sua maggioranza, più “stampelle” annesse dovrebbero veramente chiedere scusa a tutti i cittadini. Come è utile ricordare che è dovere del sindaco e dei suoi assessori rispondere alle nostre interrogazioni, seppur scomode, entro 30ggdalla loro presentazione e non protrarle nel tempo a data da definirsi perché ciò potrebbe rappresentare un reato di rifiuto di atti d’ufficio. E’ bene che si sappia, alla ripresa del Consiglio Comunale del 21 giugno i sottoscritti consiglieri De Angelis e Orsomando insieme a quasi tutta l’opposizione di centro destra (Belardinelli, Piergentili, etc.) erano in aula pronti a discutere le importanti mozioni e dare battaglia su “fastidiose” interrogazioniche riguardano gravi fatti accaduti durante la tornata elettorale 2017, presunte affermazioni sulla ditta che gestisce il servizio rifiuti, presunta incompatibilità di un assessore, la situazione della gestione del Campo Galli e Asd Cerveteri, etc. e di certo non ci facciamo prendere per il naso e, dinanzi a quanto accaduto, avanziamo ipotesi sul parvente comportamento strumentale della maggioranza: “Incapacità di amministrare? Frattura in maggioranza? Paura del confronto democratico sulle problematiche della Città? Timore di essere chiamati alle proprie responsabilità? O il Capo ha così disposto? Non riceveremo risposte alla pari delle nostre interrogazioni, questa è una Amministrazione, “sorda” che  ha dato dimostrazione, ancora una volta, della sua incapacità a gestire il bene comune… altro che Italia in comune!”