Dopo il successo a Cerveteri, il pittore si presenta alla Medina Art Gallery. E in estate farà tappa a Ladispoli.
Giuseppe Fresca sbarca nella Capitale. Dopo una mostra d’arte a Cerveteri, nella sede di Palazzo Ruspoli in piazza Santa Maria, il pittore ha promosso un nuovo evento dal titolo “Confidenze”.
Nato a Vibo Valentia, dove nell’adolescenza ha avuto il suo incontro con le statue sacre nella nicchia dell’altare della chiesa di Santa Maria degli Angeli, l’artista si è trasferito a Ladispoli nel 1999. Si è laureato in Lettere presentando una tesi in storia dell’arte contemporanea su Enrico Castellani, una delle figure di maggior rilievo dell’arte europea della seconda metà del Novecento.
Ora è pronto a riempire la Medina Art Gallery di via Merulana. «Questa nuova iniziativa – afferma lo stesso Fresca – nasce da un bisogno molto preciso: mettere a nudo il processo pittorico, lasciare che ogni gesto, ogni cancellatura e strato resti visibile sulla tela. Non mi interessa nascondere il percorso dietro al risultato finale. La pittura per me è un campo d’azione, qualcosa di necessario, mai decorativo. Il titolo non è casuale come in una confidenza vera, questi dipinti non si rivelano tutti in una volta: chiedono al pubblico di avvicinarsi, di prendersi del tempo. Sono felice che questa mostra arrivi in una galleria così prestigiosa, ringrazio la gallerista Palma Costabile e la curatrice Lucía Marcos per il meraviglioso supporto».
La cerimonia di apertura si è svolta presso la galleria romana. Partendo dalla tela grezza, l’artista ha cimentato la superficie attraverso una stratificazione progressiva di interventi, in cui ogni gesto, aggiunta, cancellazione, compressione è rimasta visibile come traccia di un tempo in costruzione. La pittura si afferma come campo d’azione, uno spazio in cui le decisioni si accumulano, si tendono e si trasformano.
«In questo contesto – aggiunge il pittore -, colore e forma sgorgano come forze in tensione. Il nero, ricorrente, cerca di agire in parte come chiusura e in parte come campo di comprensione. Tenta di contenere e trattenere. Al contrario, le aperture cromatiche irrompono con il rosso, il giallo e il blu in un’intensità che trabocca dalla superficie. Il gesto pittorico diventa così necessario, mai decorativo. Le tracce ampie, i segni diretti e le irregolarità della superficie generano uno spazio attraversato da un’energia che non si risolve completamente».
L’ingresso al pubblico è stato completamente gratuito e ora Giuseppe Fresca si appresta a nuovi appuntamenti visto che la mostra, in estate, sarà ripetuta a Ladispoli nel sito della Grottaccia.





























































