“Con questa sentenza hanno ucciso Marco per la seconda volta”

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Come prevedibile, la sentenza della Corte di Appello che ha ridotto da 14 anni a 5 anni la condanna per Antonio Ciontoli nel processo per la morte del ventenne Marco Vannini ha scatenato un putiferio di reazioni.

Accanto allo sdegno della gente, espresso duramente sui social, sono arrivate in queste ore le prese di posizione dei sindaci di Ladispoli e Cerveteri. E sono parole che debbono far riflettere.

“Non è giusto – dice il sindaco Alessandro Grando – la vita di un ragazzo di vent’anni e la sofferenza della sua famiglia non possono essere calpestate in questo modo. Ho proposto al Consiglio Comunale di osservare un minuto di raccoglimento in segno di lutto, perché Marco Vannini è stato ucciso per la seconda volta. A nome della Città di Ladispoli rivolgo un pensiero a Marina e Valerio. A loro va tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza. Meritavano giustizia, ma giustizia non c’è stata. Non vi lasceremo soli”

“Uno Stato che consente di uccidere un ragazzo senza che di fatto i suoi assassini vengano puniti – commenta il sindaco Alessio Pascucci – non è uno Stato di diritto ma è uno Stato in cui la giustizia oramai è morta e le Istituzioni non sono più un riferimento credibile per i cittadini. Spiace dirlo da uomo delle Istituzioni, ma il caso di Marco ha scosso tutta la nostra comunità, per l’evento truce e infame che ha portato alla morte di questo giovane ragazzo. Da sindaco mi sento di dire che oggi provo un senso di vergogna nell’indossare la fascia tricolore in rappresentanza di uno Stato che non tutela i cittadini e che lascia impuniti gli assassini di Marco. Per questo sin da subito metterò le bandiere della nostra città a lutto e invito i sindaci di tutta Italia a farlo in rispetto di Marco Vannini e dei tantissimi che come lui hanno perso la vita senza che lo Stato italiano gli riconoscesse giustizia”.