Civitavecchia, riceviamo e pubblichiamo
Non è una sorpresa. La posizione dell’amministrazione comunale era chiara da tempo e l’assessore Giannini, anche nell’ultimo incontro pubblico, non ha fatto altro che ribadirla. Ma sapere già come sarebbe andata non rende meno amara la realtà.
Non nascondiamo rabbia e delusione. Rabbia per un atteggiamento che abbiamo constatato essere sordo, distante, incapace di cogliere il valore ambientale, storico e perfino affettivo che lega Civitavecchia agli alberi di Piazza Regina Margherita. Delusione per una scelta che purtroppo era già scritta, nonostante mesi di mobilitazione, studi, proposte alternative e oltre 2.500 firme raccolte tra i cittadini.
Eravamo e restiamo profondamente contrari e soprattutto delusi da un Comune che ha dimostrato totale insensibilità verso un patrimonio che appartiene a tutti.
Una frattura netta, quella tra amministrazione e cittadini, destinata ad avere conseguenze anche sul piano politico perchè scelte di questo tipo, che rendono evidente che tipo di gestione della cosa pubblica e che idea di città si ha, si pagano. E si pagheranno care, in termini di fiducia e consenso
Se dal Comune ci aspettavamo questo atteggiamento, dalla Soprintendenza no. E invece dobbiamo dire, con chiarezza, che in questi mesi non ha MAI, ripetiamo MAI, esercitato fino in fondo il proprio ruolo di tutela e salvaguardia perchè, di fatto, è stato approvato ‘al buio’ un intervento che stravolge una piazza storica, senza una reale valutazione preventiva del progetto e della prima perizia. Questo è inaccettabile. Non è stato consentito né a un nostro rappresentante né al nostro agronomo di partecipare al tavolo tecnico dello scorso gennaio. Una scelta grave, che ha impedito un confronto trasparente e aperto.
E ancora più grave è quanto accaduto successivamente perchè quando abbiamo chiesto una nuova perizia, indipendente ci siamo ritrovati invece con la conferma della prima, affidata allo stesso agronomo. Che sia stata una scelta diretta o indiretta poco cambia perchè così si svuota completamente il senso di una verifica”.
Alla prova dei fatti la Soprintendenza non ha mai agito come arbitro imparziale. Si è mossa solo quando sollecitata con forza, grazie all’impegno del comitato ma senza mai assumere davvero una posizione autonoma e tutelante.
Ora il tempo stringe e chiediamo chiarezza immediata. A fronte dell’abbattimento degli alberi previsto per la prossima settimana, riteniamo sia indispensabile un rinvio. Non si può comunque pensare di procedere senza aver prima visionato tutti gli atti della Soprintendenza e senza una presa d’atto reale e trasparente dei contenuti degli stessi.
C’è poi un ulteriore elemento, tutt’altro che secondario: il periodo di nidificazione . Infatti facciamo notare che siamo in un periodo dell’anno in cui la legge tutela la fauna selvatica. Procedere con gli abbattimenti significherebbe ignorare anche questo aspetto, e violare le normative vigenti.
Non si tratta solo di alberi. Si tratta di rispetto, di identità, di memoria. Si tratta del diritto dei cittadini a essere ascoltati e a vedere tutelato un bene comune, a vivere in un ambiente minimamente sostenibile. Se servirà, andremo fino in fondo. Perché questa battaglia non riguarda solo una piazza, ma il futuro della città.


































































