Da alcune parti in città si sta diffondendo con leggerezza la previsione che il biodigestore di Ambyenta Lazio non si realizzerà, sulla base della considerazione che si stanno riducendo i tempi stabiliti per il termine dei lavori fissato al 31 dicembre 2027.
E’ una previsione che non ha alcun fondamento di certezza sia perché non c’è alcun atto concreto che dimostri la volontà da parte di Ambyenta di ritirare il progetto, sia perché la Regione può ancora autorizzare la proroga del termine di fine lavori, tanto più dopo che la Città Metropolitana ha rilasciato l’ulteriore proroga dei termini prescritti nell’Autorizzazione Unica di sua competenza.
Noi, al contrario, non stiamo affatto tranquilli e non abbassiamo la guardia, perché sappiamo che l’unica garanzia per fermare il biodigestore è la mobilitazione costante e forte dei cittadini uniti nel Comitato, fino alla revoca della determina regionale che autorizza l’impianto.
Come se non bastasse, mentre lottiamo contro questo mostro, si affaccia contemporaneamente un altro attentato alla salute e all’ambiente, si pianifica un vero ecocidio del territorio: una nuova megadiscarica a Fosso Crepacuore, proponente soc. MAD srl, di 420.000 mc che si affianca alle discariche esaurite, destinata a ricevere i rifiuti di Roma. E’ in corso il procedimento di autorizzazione per cui sono determinanti, ai fini dell’esito, sia gli atti di competenza della Città metropolitana sia la decisione della Regione, enti che non possono far passare ancora una volta le rispettive decisioni come meri atti burocratici affidati ai tecnici, quando invece sono atti di responsabilità politica ed istituzionale che condizionano le vite dei residenti e il futuro del territorio.
Ci piacerebbe sapere se e come l’ordine del giorno approvato, con nostro plauso, all’unanimità dal Consiglio Comunale, sia successivamente stato trasmesso ai competenti uffici regionali e al presidente Rocca per renderlo efficace e se, nel contempo, ci si stia attivando perché anche la Città Metropolitana si attivi in tal senso. Ci domandiamo, inoltre, se sia o no stata esaminata nelle sedi competenti la questione dirimente, sollevata dal Comitato, della verifica dei profili di improcedibilità riferiti alla proponente soc. MAD e al suo amministratore, non inserita nella White list della prefettura di Roma, priva della prescritta certificazione antimafia e quindi impossibilitata legalmente a gestire una discarica.
Il Comitato, dal proprio canto, al termine della raccolta di firme che circola e ottiene consenso fra cittadine/i, andrà a consegnare direttamente al Presidente della Regione Lazio Rocca la rivendicazione di un impegno istituzionale senza ambiguità, che recepisca la volontà della città e del comprensorio: la revoca della determinazione regionale che autorizza il biodigestore e l’espressione del parere negativo nel procedimento di autorizzazione all’ampliamento della discarica di Fosso Crepacuore.
Insistiamo ancora perché le forze politiche e sociali, i rappresentanti politici e istituzionali che affermano di condividere la contrarietà al biodigestore e alla discarica, si attivino presso le sedi di decisione della Città metropolitana e della Regione, e in particolare verso i loro referenti politici sovraordinati, affinché la volontà popolare sia rappresentata e rispettata.
Comitato Fermiamo il Biodigestore


































































