Claudia Campagnola: “I colori dell’arcobaleno  non bastano per descrivere le donne”

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Intervista all’attrice Claudia Campagnola testimonial, alla presentazione del libro di Camponi e Bianchi,  sugli aspetti del mondo femminile che innescano dispute tra gli uomini di Felicia Caggianelli

Recitare è sempre stato il suo più grande desiderio, anche se non nasconde che il suo desiderio è anche approdare al grande schermo. Si definisce una ragazza generosa, passionale e solare e questi tre aggettivi le calzano a pennello. Claudia Campagnola è una giovane attrice teatrale e televisiva che sa il fatto suo. Recitare per lei, più che un lavoro è una missione.  Tant’è che quello che la lega a doppio filo al teatro è un amore intimo. Un amore che scansa tutto ciò che è superficie e si tuffa nelle intime pagine dell’anima per far crescere in primis l’attrice che è in lei e successivamente trasmettere un’ emozione che sia convincente e capace di far elevare anche l’interlocutore. Passa con grande naturalezza a vestire ruoli differenti  e con la stessa naturalezza che la contraddistingue ci ha accolto in occasione della presentazione del libro, ‘Questione di donne’ scritto a quattro mani  dal giornalista pubblicista, Andrea Camponi, e dal Neurologo, Amedeo Bianchi,  interamente dedicato alle varie sfaccettature dell’universo femminile. L’evento si è svolto nella Sala Ruspoli, e Cerveteri  l’ha tenuta a battesimo in una nuova veste inedita. L’opera letteraria, la vede, per la prima volta, scrittrice. Sua è, infatti, la fluente prefazione del libro da leggere tutto d’un fiato. Sguardo vispo e un’aria sbarazzina, avendola di fronte, più che una intervista si ha l’idea di chiacchierare con un’amica che tiene banco alla conversazione con una frizzante parlantina e un sorriso sempre a portata di mano.

Claudia Campagnola col nostro vice direttore Felicia Caggianelli durante l’intervista

Com’è stata questa esperienza? “Bellissima. Si tratta della mia prima esperienza di scrittura. Sono un’attrice, lavoro in teatro da un po’ e devo dire che è stata una novità molto interessante ed entusiasmante. Sono andati in scena tutti i colori dell’arcobaleno…questo ho scritto nella mia prefazione. Ho preso spunto da una frase del filosofo Diderot che recita: per descrivere le donne servirebbero tutti i colori dell’arcobaleno e non bastano neanche quelli. Io ho un po’ attinto ai personaggi che ho impersonato facendo l’attrice, ho cercato di trovare qualche spunto anche se non sono mai riuscita a trovare la formula perfetta per rappresentare la donna perché è talmente complessa e in continuo divenire che non la si può ingabbiare in una sola descrizione. Stupisce sempre.”

Una fase della presentazione del libro a Cerveteri

Temi seri trattati con leggerezza. L’ironia riesce ancora ad essere un volano per arrivare al cuore della gente? “Assolutamente sì. Essendo un’attrice comica ho fatto dell’ironia la mia filosofia, un concetto che fa parte della mia vita a 360 gradi. Credo che sia uno dei pochi espedienti che ti permetta di vivere bene, superare i dolori, arrivare al cuore delle persone, magari arrivando da una via più lunga, ma che ti resta dentro dal punto di vista dei contenuti.”

È Un libro che non fa sconti a nessuno? “Infatti. Io mi sono molto divertita a vedere i due scrittori, Andrea ed Amedeo, che si arrabattavano, che cercavano di trovare soluzioni per definire il pianeta donna. E devo dire che attraverso il sorriso bypassano la realtà di questo mondo con tutte le complessità che abbraccia, difetti compresi.”

Donne: se le conosci,impari a gestirle? “Bravissima, così bisogna fare. Bisogna imparare a conoscerle, penso che il segreto sia  lì.”

Quanto ti ha coinvolto? “Tantissimo. L’ho sentito mio. Amedeo affronta il tema dal punto di vista della scienza, quindi ti accompagna a  capire come mai ci si comporta in un determinato modo in situazioni che un po’ ci accomunano nel quotidiano. Non a caso in diversi capitoli mi sono soffermata a dire: ah ecco perché succede questo! Perché dal punto di vista della natura interagiscono certi meccanismi normali che sono chiari a chi li ha studiati mentre restano un mistero per chi non è addentrato nella materia. Premesso che a volte, confesso, ho usato queste spiegazioni come alibi per nascondere un difetto. Della serie non dipende da me è la natura della scienza.”

Beh non a caso si dice che le donne ne sanno una più del diavolo. “Infatti, da quel punto di vista è stato molto interessante. Andrea, invece lo affronta dal punto di vista più artistico, storico, musicale e culturale. Sono due scrittori che hanno raccontato l’universo femminile da due angolazioni diverse eppure complementari.”

Lo consiglieresti? “Assolutamente. Alle donne ma soprattutto agli uomini anche perché non sono gli unici a non capire niente in fatto di donne. Si tratta di un messaggio importante in questo  momento in cui la dignità della donna è sempre messa in grande pericolo. Viviamo tempi molto complessi anche rispetto a questo, quindi è carino perché questo libro si avvicina alla tematica in maniera delicata, leggera, accogliente pur dicendo delle verità. Non si affronta la violenza sulle donne, però sembra quasi voler dare un immagine della donna, un quadro che in qualche modo ricorda il rispetto che deve avere questa donna.”

Giriamo pagina e parliamo un po’ della tua carriera. Tu sei nata per fare l’attrice? “Sì.”

Era questo il tuo sogno? “Sì. Fai assomigliare la tua vita ai tuoi desideri. Ecco, il mio desiderio era quello e io piano, piano, ci sto riuscendo con grande fatica e impegno, con grande volontà e costanza. Piano, piano, i sogni a volte si avverano.”

Da attrice teatrale e televisiva quale sei, che idea ti sei fatta sul terremoto mediatico partito da Hollywood con il caso del produttore americano Weinstain sulle molestie vere o presunte che hanno interessato anche produttori italiani? “Si tratta di un discorso molto complesso. Chiaramente è un lavoro che volendo, realmente ti pone di fronte a volte a dei compromessi  ma credo che le donne possano avere la possibilità di scegliere. È chiaro che ci sono ancora degli abusi di potere anche rispetto a questo. Però posso dire, avendolo provato sulla mia pelle che rimanere agganciati ai propri bisogni, alla propria dignità magari ti farà fare una strada più lunga, meno appariscente però potrai guardarti allo specchio ed essere orgogliosa di te stessa.”

Progetti futuri? “Dopo l’esperienza al teatro Sette di Roma  con la commedia: ‘Quattro’ diretta da Michele La Ginestra e al Teatro Golden dove è  andato in scena un bellissimo spettacolo in omaggio a Rino Gaetano  “Chi mi manca sei tu”,  che mi ha visto recitare al fianco di Marco Morandi, figlio di Gianni, dal 13 al 15 marzo 2018 al teatro Michelangelo di Modena sarò impegnata in una commedia di tutte donne, con una regista donna, al fianco di Paola Gassman e Paola Tiziana Cruciani  in:  ‘Tutti a casa’. Un bel testo che racconta  la storia di queste cinque donne che riescono a tirare su un’azienda mentre i mariti sono partiti in guerra. Si tratta di un bel messaggio e io sono sempre presente quando si tratta di rafforzare e sottolineare la dignità delle donne.”

Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera? “Indubbiamente non dimenticarsi mai di studiare, di impegnarsi, di mettersi in discussione e di volersi migliorare sempre di più. Non funzionano molto le vie facili e le scorciatoie. Magari ti portano un successo che il giorno dopo potrebbe finire. Impegnarsi per costruirsi una base solida di preparazione tecnica, di migliorarsi sul talento e avere tanta passione. Non dimenticarsi l’amore per quello che si sta facendo.”

Che pensi dei talent show? “Sono una medaglia con due facce. Da una parte ti danno la possibilità di una grande visibilità, dall’altra c’è il rischio che questa grande visibilità due mesi dopo finisca. Quindi, il meccanismo ti ributta nell’anonimato. È vero che in tutti questi ragazzi c’è del talento ma credo che il segreto sia essere pronti a volare ma restando con i piedi per terra.”

Nel quotidiano che tipo sei? “Autentica,  timida, solare e sincera e ho un bel rapporto con i libri, non a caso adesso scrivo anche le prefazioni. E sulle note di una risata spontanea salutiamo Claudia Campagnola e le auguriamo di poter realizzare tutti i suoi sogni.