Civitavecchia, Enel abbandona il territorio

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PORTO BENE COMUNE

Enel abbandona il territorio, Governo Meloni e Regione Rocca complici di un fallimento”

riceviamo e pubblichiamo

“Fanno bene i sindaci del comprensorio a denunciare con forza l’atteggiamento di Enel. La loro lettera dice una verità che denunciamo da tempo: è inammissibile che, dopo decenni nei quali Civitavecchia e il suo comprensorio hanno garantito la sicurezza energetica nazionale, pagando un prezzo altissimo in termini ambientali, di servitù e di occasioni di sviluppo perdute, Enel pensi di liquidare tutto come una semplice pratica amministrativa, lasciando dietro di sé il deserto.” Lo dichiara Marietta Tidei, capogruppo di Italia Viva al Consiglio regionale del Lazio.

“Ancora più grave è che Enel non sta realmente liberando il territorio. Se quelle aree dovessero restare vincolate a una improduttiva riserva fredda, il comprensorio subirebbe un doppio danno: perderebbe occupazione, investimenti e opportunità di sviluppo continuando però a sopportare i vincoli derivanti dalla presenza dell’impianto. Un danno e una beffa insieme.

Ma le responsabilità non sono soltanto di Enel. Il Governo Meloni, dopo anni, non è ancora stato in grado di dire con chiarezza quale sarà il futuro di Torrevaldaliga Nord e delle sue aree. Un’incertezza che sta paralizzando qualsiasi prospettiva di riconversione e di sviluppo. La Giunta Rocca, dal canto suo, ha assistito passivamente a questa situazione, limitandosi ad annunci e passerelle, senza mai pretendere da Enel il rispetto degli impegni assunti nei confronti del territorio. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessuna strategia, nessuna certezza e perfino il taglio di risorse fondamentali per i Comuni e per l’Osservatorio Ambientale.””

Chi ha sfruttato – conclude Marietta Tidei – questo territorio per decenni non può andarsene senza assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Governo e Regione smettano di scaricare il problema sul territorio e costringano Enel a rispettare i propri doveri. Civitavecchia non può essere ricordata soltanto quando serve produrre energia e dimenticata quando è il momento di restituire ciò che ha dato al Paese.”

 

Roma, 30 giugno 2026