CIVITAVECCHIA C’È: NO AL BIODIGESTORE

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RACCOLTE OLTRE 1000 FIRME CONTRO L’INQUINAMENTO

Civitavecchia c’è sabato mattina è scesa in piazza per dire no al biodigestore e risvegliare le coscienze. Nel cuore della vita sociale e collettiva di Civitavecchia, il mercato, è stato allestito il banchetto per la raccolta firme contro il biodigestore.

Il biodigestore, argomento di cui molto si sente parlare in questi giorni, è avvertito da una grande fetta della cittadinanza e dell’amministrazione comunale come l’ennesimo gesto di prepotenza. Si tratta di un impianto che se fosse costruito in loco smaltirebbe 120 tonnellate di rifiuti annue, con una emissione di gas nocivi per la salute dei cittadini e dell’ambiente. Per non parlare dei tir che ogni giorno invaderebbero le strade cittadine per trasportare i rifiuti romani da smaltire, aggravando i problemi già presenti legati alla circolazione, al malto stradale e alla incolumità dei pedoni.

È chiaro che il biodigestore proposto da Ambyenta Lazio, confermato dalla Regione Lazio e gradito dalla politica partitica romana, si manifesti come un ulteriore gesto di sfruttamento del territorio, già genuflesso da settanta anni ad una servitù energetica che si è rivelata un danno per Civitavecchia sia per assenza di occupazione lavorativa sia per l’inquinamento. In soli tre giorni sono state raccolte oltre mille firme e ogni giorno presso la sede dell’associazione Civitavecchia c’è e i banchetti al mercato sarà possibile inserire il proprio nome nella lista. Basta una manciata di secondi per fare la differenza per il futuro.

Un progetto bocciato da Asl, Comune, Sovrintendenza, Università Agraria e dalle tante associazioni locali come Civitavecchia c’è, Forum Ambientalista, Lipu, Comitato Sole, la Rete delle associazioni. Si sta delineando dunque un asse associativo e istituzionale compatto con appena qualche eccezione. In prima linea il Sindaco Ernesto Tedesco, la maggior parte dei consiglieri comunali, i comuni di Tolfa e Allumiere che sulla spinta di Civitavecchia stanno iniziando la raccolta firme, e poi ancora associazioni come il Rotary e i Lions. L’idea è di estendere il raggio d’azione invitando ad una comunione di intenti anche i comuni limitrofi di Santa Marinella, Cerveteri e Ladispoli.

Le affermazioni di Roberto Melchiorri presidente di Civitavecchia c’è: “Adesso più che mai è necessaria la risposta da parte del territorio e dei giovani e assolutamente niente partitica. Città metropolitana e Regione sono chiare negli intenti e noi dobbiamo muoverci per preservare il nostro territorio. Invitiamo i giovani a prendere parte al cambiamento per salvare la città dal degrado in cui sta scivolando e la cittadinanza tutta a partecipare alla petizione.”

di Sara Sansone