IL GEMMOTERAPICO PER RIDURRE IL FIBRINOGENO
di Aldo Ercoli
Il limone (Citrus limonum) pianta erborea del gruppo degli agrumi, è un arberello sempre verde originario dell’Asia: secondo alcun introdotto nel bacino del Mediterraneo attorno al 1200, secondo altri già due secoli prima degli Arabi.
La pianta supera di rado e cinque metri di altezza, ha fiori bianchi sfumati alla base di rosso porpora e frutti ovali, di color giallo intenso a maturazione piena, composti ciascuno di otto – dieci spicchi di sapore amarognolo – citrino. Gradisce inverni miti ed estati ventilate per poter rifiorire, portandolo alla maturazione dei frutti continuamente per quasi tutto l’anno.
Eugenio Montale, grande poeta ermetico nostrano, comprese che i limoni d’inverno erano un regalo, uno spicchio di sole vegetale, per addolcirci (loro cosi aspri – coincidentia oppositorum) la rigidità del clima e le sue intemperie. Al sapore acidulo dei frutti si contrappone l’inebriante, soave loro profumo.
Il succo di limone fu variamente impiegato nella medicina dell’antico passato: antipiretico dagli Egizi,antivomito da Dioscoride, addirittura antivelenifico da Teofrasto.
La moderna fitoterapia e gemmo terapia utilizza non il frutto ma il suo pericargo (insieme dei tessuti che poi si trasformano in frutto, racchiudendo i semi) oppure la scorza dei giovani rami.
I costituenti principali sono l’olio essenziale (70% limone; aldeide alifatiche e monoferpeniche); flavonoidi; carotino idi; derivati cumarinici, acidi organici. L’elevato tenore in citroflavonoidi è sfruttato nella pratica clinica nelle turbe funzionale della fragilità capillare cutanea e nelle forme dispeptiche se prescritto come fitoterapico (T.M. Citrus limonum 40 gtt, tre volte al giorno).
L’impiego dell’olio essenziale vanta proprietà amaro – toniche aromatizzanti, antispastiche ma anche antisettiche e cicatrizzanti se utilizzato per uso topico (cutaneo). Credo però che l’indicazione principale, come dimostrato dalla Farmacopea Francese, sia l’attività anticoagulante che viene utilizzato nell’iperfibrinogenemia quando viene utilizzato come gemmoterapico. Si utilizza la scorsa dei giovani rami: Citrum limonum MG 1DH 50 gtt due volte al giorno per diversi mesi. (B.Brigo. L’uomo, la fitoterapia, la gemmoterapia. Tecniche Nuove Milano 1997).
Questo gemmoterapico è in grado di contrastare la tendenza alla trombosi, prevenire nella metà dei casi gli attacchi ischemici transitori (TIA) e contrastare gli effetti procoagulanti della pillola anticoncezionale. L’azione fluidificante, con diminuzione del tasso di fibrinogeno, può essere rinforzata se vi si aggiungono altri due gemmoterapici: Cornus sanguineo e Prunus amygdalus.
Il primo, chiamato anche “sanguinello” vanterebbe una modesta azione coronarodilatatrice, antitrombotica ed antiroidea (indicato nell’ipertiroidismo). Per tali motivi è utile nella prevenzione degli attacchi ischmici transitori (TIA). Il secondo, Prunus amygdalus, è il classico mandorlo che ha proprietà assai simili a quelle delle gemme dell’olivo (olea europea): antiaterosclerotiche, antipertensi ve,antidisplipidemiche. A ciò va aggiunto la proprietà antitrombofilica. Per questi motivi entra in sinergia con Citrus limonum e Cornus sanguinea nelle profilassi delle manifestazioni tromboemboliche. Questa associazione sarebbe stata molto utile nella vaccinazioni Covid-19.
La formulazione è la seguente: Citrus limonum MG 1 DH, Cornus sanguinea MG 1 DH, e Prunus omydolus MG 1 DH, ana parti; 50 gtt mattina e sera per almeno tre mesi di terapia, da ripetere se la fibrinogenemia non è rientrata nel “range” di normalità.
La mia esperienza professionale, quale specialista in malattie cardiovascolari, è stata molto positiva. Per quanto concerne invece il trattamento delle varici degli arti inferiori, il Citrus associato a Sorbus domestica e Castanea vesca, tutti impiegati come gemmo terapici, non ho alcuna esperienza di tale formulazione. Ciò a differenza di E.Campanini (manuale pratico di gemmo terapia 1996) che ha utilizzato con successo tale associazione .
Quello di cui sono certo è l’efficacia delle gemme di Castanea vesca (castagno) nel trattamento della stasi linfatica (azione di “drenaggio”): MG 1 DH 50 gtt, in un po’ d’acqua, prima del riposo notturno.
Ritorno al Limone. Per uso topico, esternamente, l’olio essenziale, già molto utilizzato come cosmetico, oltre all’importante azione antisettica e cicatrizzante si è dimostrato utile nei dolori artrosici frizionandolo sulle parti dolenti. Vanta anche una certa utilità nel ridurre il dolore in alcuni tipi di cefalee se viene frizionato sulle tempie.






























































