Cinema:”Gli anni più belli” di Gabriele Muccino

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Gabriele Muccino

Arriva nei prossimi giorni al cinema l’ultima fatica di Gabriele Muccino, “Gli anni più belli”, di cui firma, oltre alla regia, anche il soggetto e la sceneggiatura. Fra i protagonisti Favino, Santamaria e Ramazzotti.

 di Barbara Civinini

Come scrisse Marcel Proust “Quel che fu duro a patire, è dolce da ricordare.” E allora Muccino, ormai superata la boa dei cinquanta, lascia l’ambientazione isolana di A casa tutti bene e comincia a ricordare il tempo di quando era ragazzo. Per farlo s’ispira al cinema che l’ha formato e ci mette dentro anche una citazione di Scola, riprendendo proprio alcune scene di C’eravamo tanto amati. Film di cui ha comprato i diritti per evitare il plagio, ha detto. Ma quella di Scola non è l’unica citazione.

Come ha dichiarato all’ANSA: I migliori anni è pieno di citazioni. In fondo non siamo tutti noi figli dei film che abbiamo visto? La trama raccontata la storia di quattro amici Giulio (P.Favino), Gemma (M.Ramazzotti), Paolo, (K.Rossi Stuart) e Riccardo (C.Santamaria), nell’arco di quarant’anni, dal 1980 a oggi, dall’adolescenza all’età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l’Italia e gli italiani. Un grande affresco che ci dice chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. Dunque, una trama intessuta con la nostra vita, passando per la caduta del muro e il dramma delle Twin Towers, a New York, che ha finito per incidere anche sulla storia dell’occidente.

Ma il dodicesimo film del regista non vuole vestire i panni politici. Come ha dichiarato lo stesso Gabriele Muccino all’ANSA: I miei protagonisti non sventolano nessuna bandiera, né sono portatori di un pensiero politico, sono solo egocentrici e si limitano a stare alla finestra. “Noi che volevamo fare nostro il mondo e vincere o andare tutti a fondo / E sapere già cos’è un dolore e chiedere in cambio un po’ d’amore”, canta Claudio Baglioni in un brano del suo ultimo album, uscito a gennaio, che ha finito per cambiare il titolo al film che avrebbe dovuto essere I migliori anni e che è diventato parte integrante della colonna sonora, accanto al commento musicale del maestro Nicola Piovani che accompagna con affetto i protagonisti, comprendendo le loro transizioni.

Sicuramente un film animato da grandi speranze perché tutti i personaggi come sostiene lo stesso Muccino, che oltre alla regia ha firmato anche il soggetto e la sceneggiatura sono spinti dalla convinzione che domani sarà un giorno migliore. E poi finiranno per scoprire come spiega il regista che le cose che cercano per stare bene sono proprio quelle più semplici che avevano a portata di mano da ragazzi e che possono ancora avere se sono capaci di accettare quello che sono diventati. Insomma, non una recherche du temps perdu di stampo nichilista, ma una riflessione positiva su quello della giovinezza.

Accanto ai protagonisti anche i giovani figli del regista, oltre alla grande bellezza di Roma, dove è stata girata la pellicola. Il film è prodotto da Lotus, società della Leone film group, insieme a Rai Cinema e a 3 Marys Entertainment.