CHIESA PALEOCRISTIANA CASTELLO DI SANTA SEVERA

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Nel cuore del Castello di Santa Severa, affacciato sul Tirreno e costruito sopra secoli di storia stratificata, si conserva una delle testimonianze più interessanti della fase di transizione tra mondo romano e mondo cristiano: i resti di un edificio di culto paleocristiano identificato all’interno del complesso archeologico di Pyrgi.

Non si tratta di una grande basilica monumentale come quelle che sorgeranno nei secoli successivi a Roma, ma di una struttura più semplice, coerente con le prime fasi del cristianesimo nel territorio. Gli archeologi hanno infatti individuato resti di un’aula di culto di età tardo-antica, riconducibile tra il IV e il VI secolo d.C., inserita nel tessuto dell’antico insediamento portuale.

L’edificio presenta le caratteristiche tipiche delle prime chiese cristiane: una pianta essenziale e funzionale, ambienti adattati probabilmente da strutture romane preesistenti e una organizzazione dello spazio orientata alla celebrazione liturgica. In questa fase storica, infatti, il cristianesimo non ha ancora sviluppato l’imponente architettura medievale, ma si esprime attraverso edifici sobri, spesso ricavati o trasformati da costruzioni già esistenti.

L’area di Pyrgi, antico porto etrusco e poi romano, era ancora abitata e frequentata in età tardo-antica. È proprio in questo contesto di trasformazione che si inserisce la presenza del luogo di culto: un segno concreto della diffusione del cristianesimo lungo le coste del Mediterraneo, dove le antiche città portuali non scompaiono immediatamente, ma si adattano lentamente a una nuova realtà culturale e religiosa.

Tra gli elementi che hanno permesso l’identificazione della funzione cultuale vi sono resti murari, impianti planimetrici coerenti con edifici ecclesiastici primitivi e materiali riconducibili alla frequentazione cristiana dell’area, elementi che suggeriscono una continuità d’uso piuttosto che una costruzione ex novo in grande scala.

Camminando oggi all’interno del Castello di Santa Severa, ciò che colpisce è proprio questa sovrapposizione di epoche: sopra la fortezza medievale visibile in superficie, si trovano le tracce dell’insediamento romano, e ancora più in profondità le fasi tardo-antiche in cui si colloca questa prima comunità cristiana.

Non siamo davanti a una chiesa nel senso monumentale che siamo abituati a immaginare, ma a qualcosa di diverso e forse ancora più affascinante: un luogo di passaggio, in cui una nuova fede prende forma dentro gli spazi del mondo antico, adattandoli e trasformandoli senza cancellarli.

Ed è proprio questa continuità silenziosa che rende il sito di Santa Severa unico: un punto del litorale in cui il Mediterraneo non ha mai smesso di essere attraversato da popoli, idee e cambiamenti, lasciando sotto la superficie del castello le tracce di una delle trasformazioni più importanti della storia europea.

Gatc
Gianluca Carletti
Gruppo archeologico Territorio Cerite