“Chiediamo chiarezza sulle coltivazioni in prossimità dei fossi”

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Riceviamo e pubblichiamo dalla Associazione Culturale “Donna”Spettabile Redazione del Mass-Media, l’Associazione Culturale “Donna” di Ladispoli (RM) rappresentata dalla Maria Teresa Corrao Presidente, riceve in continuazione per le vie brevi dai cittadini, richieste per l’interessamento di situazioni che riguardano la salute in ordine ai cibi che vengono venduti dagli addetti ai lavori al consumatore finale, il cittadino. Occorre premettere che l’identità di un prodotto ne racchiude l’essenza, come risultato della sua origine e del viaggio che lo ha portato al suo risultato, definendone così le caratteristiche e l’unicità, consentendo in tal modo il riconoscimento certo rispetto ad altri prodotti. Ci troviamo nella delicata tematica della tracciabilità dei prodotti che mangiamo quotidianamente, pensiamo che siano provenienti da aziende regolari che investono su tutto il territorio nazionale e non, per una regolare produzione e regolare distribuzione del cibo sano che arriva al consumatore finale sulla tavola, il cittadino acquirente, scongiurando così qualsivoglia tipo di malattia, per la situazione che invece può probabilmente arrecare per quello più avanti viene descritto, atteso che durante l’autunno 2016 è stata effettuata la pulizia dei fossi, Vaccina e Sanguinara nel territorio di Ladispoli (Roma). Con riferimento al citato fosso Sanguinara di Ladispoli (Roma) l’Associazione Culturale “Donna” di Ladispoli (Roma) comunica che alcuni cittadini, per le vie brevi in questi giorni gli hanno comunicato che percorrendo a piedi un tratto di tale fosso Sanguinara nel territorio di Ladispoli (Roma), inquadrato come demanio pubblico ai sensi dell’articolo 822 del Codice Civile, a ridosso di via Trapani a Ladispoli (Roma), esiste un appezzamento di terreno demaniale nel letto del fosso Sanguinara che risulta addirittura coltivato con piante di carciofi, finocchi, piselli, ecc. ecc., situazione peraltro testimoniata dalle numero tre foto che costituiscono parte integrante del presente comunicato stampa. A questo punto l’ Associazione Culturale “Donna” di Ladispoli (Roma) si domanda: ma esistono altri appezzamenti di terreno all’interno dei fossi del nostro comprensorio che vengono coltivati in tal modo? Ma quando è stata fatta l’ultima pulitura dei fossi nell’autunno 2016 era presente l’appezzamento di terreno coltivato come da foto? Ma questi prodotti coltivati nel letto del fosso Sanguinara,  vengono anche venduti al minuto ai cittadini (si rischiano malattie di vario genere?), rischiamo probabilmente di trovarli sulle nostre tavole, considerato che giorni addietro la stampa si è interessata in merito alla tematica degli scarichi nei fossi del nostro comprensorio? Gli scarichi effettuati nei fossi Sanguinara e Vaccina del nostro comprensorio, da quali sostanze sono composti gli eventuali scarichi che arrivano inevitabilmente a mare? Si ringrazia per la sensibilità la Redazione del Mass – Media per l’eventuale piccolo spazio concesso .

Associazione Culturale “Donna”

La Presidente

  Maria Teresa Corrao