CHI HA PAURA DEL LUPO?

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“L’immagine demoniaca del lupo, l’animale che nella cultura occidentale è stato odiato, torturato e perseguitato per secoli con un accanimento che non ha eguali, riemerge con insistenza nei media che lo descrivono come il predatore feroce e insaziabile che non risparmia l’essere umano. Perché questa irresponsabile campagna di denigrazione basata su disinformazione, chi la fomenta e a chi giova?

La paura è sempre stato il mezzo privilegiato per esercitare il dominio specie sull’infanzia, e dovremmo dire ai bambini anche che gli animali sono oggetti, che esistono solo per la nostra utilità? È tempo di abbandonare l’immaginario del lupo mangiatore di nonne e bambine indifese che debbono essere salvate dall’uomo armato di fucile e raccontare ai bambini altre versioni che allarghino la mente e il cuore, come la fiaba che Lev Tolstoj scrisse nel 1908.

Il lupo, in cui il romanziere e autore influente di pedagogia antiautoritaria suggerisce ai bambini di rinunciare all’alimentazione carnea e coltivare un rapporto con la natura improntato alla nonviolenza. Invece di dare risonanza a infondati allarmismi, di far risuonare l’eterno grido “Al lupo! Al lupo!”, la stampa potrebbe avere un ruolo importante nel contrastare la spirale della violenza in altri mille modi che la sensibilità e l’informazione rigorosa di giornalisti e giornaliste potranno suggerire loro”.

– Bruna Bianchi – Docente di Storia delle donne e Storia del pensiero politico all’Università
Ca’ Foscari di Venezia, studiosa del pacifismo, del femminismo e della nonviolenza.