Elena Gubetti sempre più sola, però non molla: «Non è mia la responsabilità»
Cerveteri, la maggioranza cade al Granarone: adesso l’ombra del commissario è realtà
Un agosto da bollino rosso non soltanto per il meteo, ma soprattutto per la temperatura politica della città. Cerveteri si risveglia nel pieno dell’ennesima crisi d’amministrazione che questa volta rischia di essere quella definitiva. Al Granarone, la seduta del Consiglio comunale doveva rappresentare il momento del rilancio o quantomeno della messa in sicurezza dei conti pubblici; si è trasformata invece nel sipario che cala sulla tenuta politica della giunta guidata dalla sindaca Elena Gubetti.
L’ordine del giorno era di quelli che non ammettono disattenzioni: la manovra finanziaria sull’assestamento di bilancio. Un passaggio chiave da centinaia e centinaia di migliaia di euro, dentro al quale erano incardinati i fondi per i servizi sociali, l’assistenza alle disabilità gravissime, le rette delle strutture per anziani, la manutenzione estiva degli edifici scolastici e persino il calendario degli spettacoli di agosto, compresa l’attesissima Sagra dell’Uva e del Vino. Eppure, per la terza volta consecutiva, i numeri non sono tornati.
Il giallo dei voti e le fughe dall’aula
La cronaca della seduta ha il sapore amaro delle battaglie di palazzo. L’atto è stato respinto di misura: dodici voti contrari contro undici favorevoli. A determinare l’esito finale sono stati i «No» arrivati via webcam dai consiglieri Nicola Accardo e Laura Mundula, in collegamento telematico. Ma il vero colpo di scena si era consumato poco prima, al momento del secondo appello, quando Antonella Di Cola e Angelo Galli hanno scelto di abbandonare l’aula, facendo deliberatamente sgonfiare il numero legale necessario per salvare la manovra.
Un segnale politico inequivocabile: la maggioranza della sindaca Gubetti non esiste più, polverizzata dalle divisioni interne proprio sul traguardo più delicato.
Che succede ora? Con il bilancio bocciato, la procedura prevede tempi strettissimi: a breve potrebbe recapitarsi al comune la diffida formale del Prefetto. Se l’amministrazione non dovesse riuscire ad approvare la manovra in aula entro i termini prescritti, la strada sarà obbligata. Verrà nominato un commissario ad acta che guiderà l’ente dritto verso lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale.
Comunque in extremis arriva la convocazione dell’ennesima riunione in aula (fissata per l’8 agosto alle ore 15) e forse ci potrebbe essere il voto favorevole di Città Futura Anno Zero a patto che il documento venga riscritto. Si vedrà. La sindaca Gubetti, non sembra intenzionata a firmare la propria resa senza combattere in un palazzo pieno di macerie.
A margine della seduta, ammettendo le difficoltà, ha puntato il dito contro i dissidenti interni con toni durissimi: «La mancata approvazione degli equilibri mette in grave difficoltà risposte urgenti che i cittadini attendevano, a partire dai temi del sociale su cui non si dovrebbe mai scherzare», è quanto detto da Gubetti. Che poi rilancia. «Ci sono gli assegni di disabilità gravissima che ricadono in modo pesante sulle famiglie del nostro territorio. Il pagamento delle rette della Rsa e casa famiglia, insomma una manovra da 300mila euro. C’è la Sagra dell’Uva e del Vino, gli interventi di manutenzione nelle scuole che si possono effettuare solamente durante l’estate, le attività di pulizia sulle spiagge. L’atto non è passato per un voto con due consiglieri di maggioranza che hanno fatto sì che non passasse. Un atto grave, irresponsabile, magari da figure che hanno anche ottenuto dei voti per amministrare, e con il tema del sociale non si scherza. Bisogna andare avanti e provvedere a riportare l’atto di bilancio in aula, anche se non si sa con quale modalità».
Ma il clima fuori dal Palazzo è già da campagna elettorale. L’opposizione, compatta come non mai, ha subito colto la palla al balzo per chiedere la fine immediata dell’esperienza di governo. In una nota congiunta diffusa a fine seduta, i consiglieri di minoranza hanno invitato Elena Gubetti a prenderne atto e rassegnare le dimissioni:
«Questa amministrazione non ha più i numeri né la forza politica per governare. Mentre al Granarone si pensava soltanto a ritrovare impossibili equilibri di bottega, Cerveteri è rimasta immobilizzata tra degrado e occasioni perdute. Non c’è più una visione, la sindaca prenda atto della realtà e si dimetta».
Tra il disperato tentativo della giunta di ricucire i rapporti e l’attesa dei passi ufficiali da parte della Prefettura, per Cerveteri si preannuncia un agosto lunghissimo. Con un interrogativo che pesa su tutta la città: l’amministrazione riuscirà nel miracolo dell’ultimo minuto o lascerà le chiavi del comune nelle mani di un commissario prefettizio?































































