Il sindaco replica: “La Regione ci dia una mano a trovare una soluzione”.
Da mesi la strada è ancora chiusa al traffico. Nessuna comunicazione ufficiale dal Comune e, di conseguenza, i residenti iniziano a essere stufi dell’immobilismo perché dal 3 ottobre 2024 via di Ceri è sbarrata in seguito ad una frana. Mentre il sindaco si appella alla Pisana.
Questa frazione periferica di Cerveteri è in parte resta isolata perché gli automobilisti sono costretti a ripiegare su percorsi alternativi così come i mezzi del trasporto pubblico. Una situazione che sta pure compromettendo la stabilità delle altre arterie limitrofe.
«Non capiamo come sia possibile che l’amministrazione comunale non si attivi per fare qualcosa o per dirci almeno cosa ci attenderà per il futuro – interviene Luigi, residenti – dovremmo ricevere aggiornamenti ma dopo quasi 9 mesi siamo al punto di partenza e abbandonati a noi stessi».
Un iter burocratico che potrebbe avere tempi lunghissimi. Lo scorso novembre, quindi dopo un mese dal crollo di un gigante costone tufaceo, avvenne un sopralluogo del geologo incaricato dalla Sovrintendenza che confermò di fatto la gravità del dissesto perché circa 300 metri di roccia dovrebbero essere messi in sicurezza.
La cifra stimata è superiore al milione di euro ma è probabile che si arrivi al doppio poi durante il cantiere vero e proprio. Una vicenda ancora più ingarbugliata perché il terreno da cui sono avvenuti i crolli è privato. La Regione non intende mettere soldi nel piatto della bilancia e nemmeno il Comune finora considerando che la spesa potrebbe superare i 2 milioni di euro. L’opposizione etrusca torna alla carica.
«La vegetazione ha iniziato ad invadere la strada – afferma Gianluca Paolacci, consigliere comunale -, rami e piante crescono, non vengono tagliati, si faccia qualcosa altrimenti ci sarebbero ulteriori costi da affrontare. Intanto vorrei capire quanto bisognerà attendere prima della riapertura di via di Ceri, che da quasi un anno è in queste condizioni, tra le lamentele dei residenti e degli operatori commerciali. Non è possibile che i tempi per la messa in sicurezza della strada siano così lunghi, la prova che le frazioni sono in totale abbandono».
Oltre agli abitanti sono penalizzati i forestieri che vogliono raggiungere il Borgo di Ceri o i frantoi oleari di pregio presenti in questa località. Replica il primo cittadino. Nei mesi scorsi era stata approvata all’unanimità una mozione in consiglio al Granarone per la riapertura parziale della strada e la collocazione quanto meno di reti di contenimento nei punti più critici. Ma non c’è stato nulla di concreto.
«Dovremmo effettuare un’ordinanza in danno al privato – commenta Elena Gubetti – e non credo sia un’ipotesi percorribile perché si parla di più di due milioni. È la Regione che dovrebbe venirci in aiuto, se non economicamente almeno a indicarci la via per una procedura amministrativa da mettere in piedi su un lavoro così importante che riguarda un’area privata su strada pubblica».



































































