CERVETERI, ALLARME CINGHIALI

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SI TEME PER I VISITATORI DELLA PALUDE MA ANCHE PER I BABY FRATINI.

«È preferibile evitare passeggiate serali nella Palude». Al momento vale l’appello di Corrado Battisti, gestore dell’oasi naturalistica per di Città Metropolitana. Ma è chiaro che qualcosa di concreto andrà a fatto per limitare la presenza di cinghiali che continuano a moltiplicarsi rappresentando una minaccia reale per la vegetazione e per gli uccelli migratori, tra cui i baby fratini appena nati.

I rischi ci sono anche per i residenti di Campo di Mare e Cerenova perché in alcuni giorni sono stati avvistati sul lungomare e nei pressi della stazione. L’altra mattina persino lungo via Fontana Morella tanto che si è reso necessario – come confermato dallo stesso Battisti – l’arrivo di alcune “sentinelle” per scongiurare guai. Insomma, il problema c’è e non si sa però come affrontarlo. Le associazioni accendono i riflettori sulla presenza di questi animali selvatici che intanto nella Capitale devono far fronte anche alla peste suina, altro tema caldo.

«Per ora il virus sembra circoscritto al Parco dell’Insugherata – è il commento di Rita Paone (MareVivo Lazio) – purtroppo per le stagioni i cinghiali si sono diretti nelle campagne e in palude per mordere e rompere i tubi degli impianti d’irrigazione perché sentono la presenza di acqua residua. Se il numero degli animali aumentasse a dismisura e se risultassero portatori di malattie, sarà necessario segnalare ai servizi veterinari messi a disposizione del Commissario nazionale per definire gli interventi necessari».

In termini pratici potrebbe essere indispensabile abbatterli. «È un problema complesso – ha detto Elena Gubetti, vicesindaco – e come Comune non abbiamo potere decisionale nell’area protetta, possiamo solo sensibilizzare gli enti affinché si interfaccino per trovare una soluzione al più presto».