Cellulari e cancro: “I ragazzi i più esposti. Il 5G è molto più pericoloso”

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di Maurizio Martucci

Uso compulsivo di telefoni cellulari, bambini e adolescenti i soggetti più vulnerabili, pericolosissime irradiazioni elettromagnetiche, onde non ionizzanti con collaterali conseguenze da effetti nocivi sulla salute umana: l’inerzia serbata dalle Autorità non è più ammissibile, lo Stato torni al ruolo del buon padre di famiglia e informi i cittadini sui pericoli (ampiamente)documentati dall’evidenza scientifica più aggiornata, senza più delegare all’industria del wireless che tergiversa sugli effetti dell’elettrosmog, confondendo profitto e salute, privato e pubblico. Così non si può più continuare. E lo faccia subito, lo Stato, promuovendo entro Giugno un’adeguata campagna informativa avente ad oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile.

Ne avevamo accennato su L’Ortica, la notizia ha fatto il giro del mondo. In piena corsa 5G, i giudici del Tar del Lazio hanno condannato i ministeri di Sanità (Giulia Grillo), Ambiente (Sergio Costa) e Pubblica istruzione (Marco Bussetti) per non proteggere adeguatamente i cittadini nel godimento del diritto costituzionale (art. 32) di tutela della salute. Non c’è informazione per un uso consapevole dei telefoni cellulari, possibili agenti cancerogeni dal 2011 per l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Il cellulare non è un disimpegno, non è come bere un bicchiere d’acqua.

“Quando ho appreso la notizia della sentenza, mi è venuto da piangere!” Laura Masiero fa l’architetto e presiede APPLE, la battagliera Associazione Per la Protezione e la Lotta all’Elettrosmog (“tra noi professionisti, ma siamo semplici cittadini comuni”) che, uno dopo l’altro, incasella successi nelle aule di tribunale. Nei giorni scorsi, manifestando a Vicenza in difesa del clima contro la devastazione ambientale, gli attivisti sono scesi in piazza con l’emblematico striscione ‘Sì ALLA VITA, STOP 5G’. “In Italia non c’è consapevolezza, molte mamme pensano che siano come giocattoli e danno il cellulare pure ai loro figli, ignare del pericolo”. Ecco la sua versione, raccolta a Padova.

Masiero, se l’aspettava questa vittoria?

“No, affatto, non ci speravo, se non altro perché davanti avevamo le istituzioni, lo Stato.”

Che significa, allora, che i ministeri devono informare correttamente del pericolo tutti i cittadini?

“Che non si può più continuare a far finta di niente. Erano gli anni della storica sentenza Marcolini (Cassazione 2012, il manager bresciano a cui per primo è stato riconosciuto il nesso telefonino=cancro, NdA), ricordo una copertina del Times, diceva che il cellulare deve stare almeno a 2,5 cm. dalla testa, non vicino all’addome, non vicino al grembo di donne incinte, non in mano ad adolescenti. Forse i dicasteri soccombenti potrebbero iniziare a dire questo, non sarebbe male.

Nella sentenza si legge che il Ministero della Salute si è difeso producendo studi negazionisti dell’Istituto Superiore di Sanità, roba da soli effetti termici, effetti biologici negati, come sostiene l’associazione privata ICNIRP, che per il mondo traccia le linee guida sulla protezione. Ma sappiamo che un ex dirigente di quell’istituto è poi passato ad una multinazionale della telefonia mobile e che l’ICNIRP è piena di figure bifronte, a metà tra industria e ricerca. Conflitti d’interessi…. 

“Ah… la questione non è affatto nuova. In un altro procedimento intentato da APPLE sempre per una richiesta di informazione corretta verso i cittadini, la difesa del ministero portò in tribunale documenti per sostenere come noi stessimo rovinando il business della telefonia mobile.

Chiedevamo solo tutela della salute, e loro ci risposero come fossero un’azienda e non lo Stato. Questo le dice tutto. Ci saremmo aspettati studi, ricerche, dati epidemiologici, riscontri medico-sanitari, invece ci risposero come se fossero una cosa sola con l’industria…”

Il Tar Lazio parla esplicitamente di una campagna di informazione sul corretto utilizzo dei cellulari, rivolta per lo più ai giovani. Che vi aspettate?

“Non so, non so nemmeno come e cosa faranno… “

… beh… qualcosa di diverso dalla riduttiva paginetta sul sito internet del dicastero, chessò… pubblicità negli stadi, ai concerti, nelle discoteche. C’è tempo fino a Giugno …

“Magari! Forse spot televisivi tipo pubblicità progresso, sarebbe una gran risultato.

O forse, come migliore cosa, un’azione tipo pacchetto di sigarette, cioè un’etichettatura da apporre sui cellulari al momento dell’acquisto, dove si spiegano correttamente i pericoli nell’uso disinvolto e compulsivo.

Oppure un’azione nelle scuole, dove noi, come associazione, andiamo spesso per educare i ragazzi all’uso vigile della tecnologia. Come dicono i giudici, i ragazzi sono i più esposti al rischio…”

Ma non le pare in contro tendenza? Nelle scuole c’è ovunque Wi-Fi e in fondo siamo in piena corsa 5G: uno tsunami elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità ci sommergerà….

Il 5G è diverso, molto, molto più pericoloso del singolo cellulare.

Qui si parla di casa domotica, di automobili guidate da remoto, di radiofrequenze inesplorate, di microonde millimetriche che colpiscono la pelle e penetrano nei tessuti. Mi viene da pensare agli elettrosensibili, loro sono come antenne umane… che succederà? Non lo sappiamo, ma il 5G è il peggio di tutto. Sicuramente ricorreremo in tribunale.

Le multinazionali pensano solo ai guadagni, non alla salute…”. Messaggio ricevuto, forte e chiaro: contro il pericolo invisibile, contro l’inerzia della politica governativa di Stato,ci si difende da soli. Anche nelle aule di tribunale!

STOP 5G a CERVETERI,
MARTUCCI PRESENTA IL LIBRO INCHIESTA

Giovedì 11 Aprile 2019 ore 17.30 presso l‘Erboristeria in Sole (Via Paolo Borsellino 16 Cerveteri) il giornalista e scrittore Maurizio Martucci presenta il libro d’inchiesta sull’elettrosmog e i pericoli del 5G dal titolo ‘Manuale di autodifesa per elettrosensibili’ (Terra Nuova).

Ingresso libero 06.9943.281 www.eroboristeriainsole.com.

Su L’Ortica, Martucci è autore della rubrica settimanale ‘Il pericolo invisibile’.