Cefalea ed emicrania: le ultime ricerche.

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Il mal di testa deve essere sempre valutato con attenzione clinicamente per evitare conseguenze peggiori

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Il mal di testa, quel sintomo che in medicina viene chiamato cefalea, deve essere sempre valutato con attenzione clinicamente. La diagnosi spesso si fonda unicamente su un accurata anamnesi, ossia sulla sua storia clinica. Nel 1998 nel mio libro “linee guida nelle urgenze extraospedaliere” (EDIMES PAVIA, ristampato ben cinque volte) scrissi a tal riguardo che una cefalea forte che insorgesse, per la prima volta dopo i 50 anni, era da considerarsi come una malattia grave, sia essa primitiva oppure associata alla presenza di malattie neurologiche sistemiche (secondaria). Tra le cause gravi , di cefalea ne elencai soprattutto quattro : 1) Tumore cerebrale ( sintomo iniziale nel 30% dei casi che talora può risvegliare il paziente dal sonno) con cambiamento della personalità, vomito (specie nelle neoplasie della fossa posteriore), edema papillare, segni neurologici focali; 2) Emorragia subracnoidea con perdita della coscienza (45%) o cefalea violenta (45%) con vomito e segni neurologici focali (III e/o IV paio dei nervi cranici); 3 )  L’arterite temporale in pazienti anziani con abbassamento della vista, arteria temporale tortuosa ( biopsia positiva per arterite a cellule giganti); 4 L’ematoma subdurale  con recente caduta a terra e alternazione dello stato di coscienza. A ciò vanno aggiunte altre vasculopatie ( emorragia intracerebrale, dilatazioni aneurismatiche, encefalopatia ipertensiva etc) ; la meningite con rigidità nucale, dolore associato ai movimenti oculari, anche in assenza di febbre  ; il glaucoma con intenso dolore oculare con occhio di solito arrossato  e dilatazione pupillare; le patologie del cranio e dei seni paranasali   quali le sinusiti, le fratture , le mastoiditi; le cause tossiche e metaboliche  con infezioni febbrili ,ipercapnia ( aumento del PCO2), ipossiemia ( diminuzione del PO2), ipoglicemia ( glicemia sotto i 60), postumi di etilismo e/ o stupefacenti; forme iatrogene da farmaci ( calcioantagonisti); malattie ematologiche quali l’anemia e la policitemia. Se queste elencate sono le forme secondarie, più o meno gravi, va precisato che la cefalea è un sintomo comune in medicina generalmente non correlato a malattie severe. Ovvero si tratta di patologie primitive che esordiscono molto spesso in giovane età specie nella forma emicranica. Di solito esiste una familiarità ed è più frequente nel sesso femminile. L’emicrania classica ha la triade costituita da segni premonitori a carico della vista (scotomi, riduzione del visus), nausea e vomito con dolore unilaterale pulsante. Altra forma è l’emicrania comune con cefalea unilaterale, associata a nausea ma senza vomito ne segni neurologici focali. Anche essa è più frequente nelle donne. L’esordio è però più graduale rispetto all’emicrania classica e poi perdura più a lungo (dalle 4 alle 72 ore). Nelle forme classiche invece l’attacco dura 2-6 ore e il dolore scompare con il sonno. Una nuova classificazione delle cefalee primitive distingue oltre all’emicrania (sia classica che comune) la cefalea muscolotensiva associata a stato di stess di tensione emotiva (ma secondo la mia personale esperienza sono in aumento le cefalee dovute ad ernie vertebrali cervicali) e le cefalee a grappolo con numerosi attacchi dolorosi, specie notturni, che ricorrono dopo un determinato periodo di tempo. Per la diagnosi, oltre alla basilare anamnesi, importante è la RM o la TC (con eventuale iniezione di mezzo di contrasto); talora anche un RX diretta del cranio con particolare attenzione alla sella turcica (prolattinoma). La terapia è strettamente eziologica nelle forme secondarie di cefalea grave.Nell’emicrania vi sono tanti farmaci convenzionali, utili però solo come sintomatici, raramente risolvono la crisi per sempre. Per curare con L’Omeopatia l’emicrania ci vuole molta esperienza perché, per guarirla, occorre trovare il suo specifico “simillium”. In Fitoterapia è ora in farmacia un complesso di piante molto efficace nella prevenzione dell’emicrania primitiva (non grave). E’ composto da Tanacetum Vulgaris, Escholtia Californica (stelo, fiore), Ginkgo,Biloba Menta piperita e Rosa canina. Si assumono 40 gtt tre volte al giorno per un paio di mesi, si continua con 40 gtt due volte al giorno ed, eventualmente con 40 gtt una sola volta. Specie la Menta piperita ha scientificamente dimostrato una buona azione contro l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo. I risultati di uno studio tedesco publicati, tempo fa, su “Caphalalgia” da ricercatori dell’Università di Kiel sono stati ulterioremente confermati da ricercatori iraniani dell’università of Sciences di Shiraz.