CASERMA NON IDONEA E POCHI AGENTI SCATTA LO STATO DI AGITAZIONE

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intervista Lucarini

LUCARINI: «TANTE PROMESSE IN QUESTI ANNI MA NESSUN MIGLIORAMENTO A CERVETERI»

di Emanuele Rossi

«Questa caserma non è idonea e non è sicura per i lavoratori». Che la sede della Polizia Locale di Cerveteri fosse inadeguata per i dipendenti e inaccessibile per i disabili, già era noto. Ma ora si passa al contrattacco dopo anni di immobilismo perché è stato proclamato lo stato di agitazione della sigla sindacale di riferimento, la Csa Ral. Una decisione che non dovrebbe incidere comunque sul servizio giornaliero programmato, insomma i vari pattugliamenti saranno confermati.

È l’extra che potrebbe venire meno, negli eventi estivi o in una processione, tanto per fare un esempio. Al di là dei servizi o no però è il segnale di rottura che deve essere colto, perché i vigili urbani si sentono poco considerati. Ne parliamo con Stefano Lucarini, una figura storica nella Municipale: è in servizio a Cerveteri dal 2001 e ne ha viste di tutti i colori essendo anche dirigente sindacale Csa Ral.

Ricopre il ruolo di ispettore superiore. E’ così? «La Polizia Locale del comune di Cerveteri già da diversi anni lamenta situazioni di cui le varie amministrazioni comunali ne sono a conoscenza già dall’amministrazione guidata da Gino Ciogli. Difatti nel 2010 ci fu il primo stato di agitazione, che naufragò nel nulla. All’epoca l’organico della contava 17 unità e gli spazi all’interno del comando erano esigui sia per i requisiti degli spogliatoi che per le quadrature per le attività di ufficio, nonché l’assenza di spazi per il recupero psicofisico che l’inadeguatezza dei servizi igienici».

Praticamente come adesso. In 15 anni non è cambiato nulla? «Ciò nonostante le varie e molteplici attività proprie della Polizia sono state portate avanti, senza dilungarmi sulle qualifiche e funzioni, con un organico sottodimensionato sia in riferimento alla popolazione che al territorio caerite. Ma possiamo dire che oggi, a distanza di oltre 15 anni, l’organico risulta essere composto da 21 unità, quindi ancora insufficiente per un’organizzazione efficiente, e i locali ospitanti il comando sono rimasti gli stessi e con le stesse carenze di allora.

Poco più di un anno fa vennero gli ispettori Asl a verificare le condizioni dell’immobile di via Friuli. Quale fu il responso? «Il nostro sindacato Csa Ral ha chiesto l’intervento della Spresal della Asl competente per territorio. Il sopralluogo effettuato dagli ispettori non ha sortito effetti positivi sull’attività che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto mettere in essere. Ad aprile di quest’anno è stata nuovamente sollecitata l’amministrazione comunale a rispondere in merito ad una nuova sistemazione dei locali del comando in una idonea sede, dando un tempo congruo per la risposta, che doveva giungere entro il 30 giugno. A seguito del silenzio assordante si è giunti alla proclamazione dello stato di agitazione».

Ma cos’ha di irregolare questa caserma? «È ormai inammissibile il rinvio di opere essenziali come servizi igienici separati per l’utenza, l’abbattimento delle barriere architettoniche a favore dell’utenza debole, spazi idonei per il ristoro degli operatori, autoparco agibile e idoneo, microclima accettabile e tanto altro ancora».

Il Corpo soffre per mancanza di personale. I numeri sono scarsi giusto? «Su 21 operatori, ci sono 7 over 60 di cui 2 prossimi alla pensione, divisi su due turni, con 5 uffici da gestire, aperti 365 giorni e un territorio di 134 kmq con una popolazione di circa 38mila abitanti. Dalla classe politica di Cerveteri si attendono risposte concrete e non i soliti “faremo” in quanto è sempre più necessario l’incremento del personale, specie quello operativo, e degli spazi idonei sia per i lavoratori che per gli utenti».

Gli stagionali sono arrivati? «Dovevano entrare in servizio il primo luglio, ancora però non si sa nulla. Stiamo parlando poi solo di due stagionali ma in estate soprattutto ogni rafforzamento è necessario per le tante criticità del comprensorio».

Vi sentite una Polizia Locale di Serie B o diciamo poco considerata dalla politica? «Non ci sentiamo una polizia di serie B ma sicuramente sia a livello nazionale che a livello locale la Polizia Locale non è tenuta molto in considerazione o meglio, non si vuole riconoscere alla stessa con i fatti la sua peculiarità per le funzioni che per legge sono attribuite».