Casa di comunità: per i cittadini è un flop

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Ladispoli, l’Open Day della sanità celebrato dalle istituzioni ma per i cittadini è un flop
Impossibile prenotare le visite. Tutto fermo e utenti costretti a cambiare città.
«Quale utilità ha questa struttura?»
Un Open Day della sanità a Ladispoli, pubblicizzato come se fosse l’evento del secolo sabato 26 settembre. Appuntamento alla Casa di comunità, sulla via Aurelia, con direzione sanitaria, politici e il chiaro invito alla popolazione di raggiungere la struttura per vedere da vicino il suo funzionamento. Bene, in teoria benissimo. Nella pratica male, molto male perché i cittadini non hanno potuto prenotare, in diversi settori, le visite (nemmeno tra un anno) per mancanza di medici.
Due figure su tutte: geriatra e diabetologo. Così il successivo invito degli operatori: «Rivolgetevi altrove prenotando in altri presidi». E questa sarebbe la celebrazione dell’Open Day con tanto di vetrina politica, considerata la presenza dei comuni di Ladispoli e Cerveteri?
Eppure era stato proposto un programma particolarmente ampio per le prestazioni sanitarie. È come se un imprenditore aprisse una pasticceria e organizzasse una giornata ad hoc (chiamiamola Open Day del “Gusto”) ma i clienti all’interno del locale non trovassero cornetti, pasticcini e ciambelle ma solo degli stuzzichini. Solo che in questo caso a rimetterci sarebbe solo il pasticciere, nel caso della Casa di comunità chi ci rimette sono gli utenti del distretto sanitario che magari devono mettere mano al proprio portafoglio per le visite private.
E di commenti ce ne sono a bizzeffe perché i residenti ci mettono la faccia per una sanità migliore. E pretenderebbero anche dai politici che li rappresentano un forcing per ottenere servizi che dovrebbero essere garantiti, non solo video e foto di comparsa per finire sui giornali.
«Mi è sembrato di capire che i medici di base dovranno fare una turnificazione in loco e che i pazienti, comunque, non potranno richiedere ricette ma solo pareri medici. Quel minimo di pit che c’era non ci sarà più, le viste specialistiche poche. Un discreto peggioramento per l’utente, potevano lasciare tutto come era, così risparmiavamo qualche milioncino del Pnrr», scrive Gianni. «Sono solo specchietti per le allodole. Mio marito ha fatto la visita cardiologica di controllo prenotata un anno fa e il cardiologo gli ha fatto l’impegnativa per il prossimo controllo a ottobre 2027 ma, non ci sono posti, dobbiamo telefonare tutti i giorni nel caso qualcuno rinunci. Questa è male organizzazione non vogliamo gli open day vogliamo qualche certezza in più per essere seguiti», rivendica Rossella. E Laura insiste: «È uno scherzo? È un terno al lotto prendere gli appuntamenti e l’unico che sono riuscita a prendere (visita neurologica per mio padre) dopo otto mesi ed è stato appena annullato perché il servizio è sospeso per “mancanza del medico”. Ho chiesto per quanto tempo e mi è stato risposto “non lo sappiamo, è sospeso”. Mi è stato consigliato di fare di nuovo l’impegnativa dal medico di base e cercare appuntamento con il Cup in altra struttura, naturalmente stiamo andando privatamente. Grazie, Casa della salute! Veramente un servizio eccellente…»