CARLO VERDONE PRENDE IL PULLMAN PER LADISPOLI

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Carlo verdone

LEO DI “UN SACCO BELLO” NON CI ERA MAI RIUSCITO INCONTRANDO LA TURISTA SPAGNOLA MARISOL.

CARLO VERDONE DOPO 40 ANNI RICEVERÀ UNA TARGA ALLA FERMATA DEL COTRAL.

“Aho, io me ne vado che me parte er purman pè Ladispoli”. Chissà 40 anni fa se Carlo Verdone, o meglio Leo Nuvolone, si sarebbe mai immaginato di aver instaurato un legame così particolare con questa città solo per averla pronunciata in “Un sacco bello”, film importante perché è stato il suo primo da regista. E lui che è venuto già varie volte, l’ultima per ricevere la cittadinanza onoraria, forse arriverà davvero in autobus il prossimo 4 settembre.

Una targa tira l’altra per l’attore romano che ha già inaugurato il “palo della morte” nella Capitale per celebrare il 40ennale del film ambientato in una afosa e deserta Roma di ferragosto. Lì, tra il Tufello e Val Melaina, Verdone interpretava Enzo, un bullo, che aveva incontrato l’amico Sergio (Renato Scarpa) per programmare un viaggio in auto in realtà mai iniziato.

Ma il legame – come spiegato prima – è anche con Ladispoli. Leo imbranato trasteverino ha solo un obiettivo: prendere l’autobus per raggiungere a Ladispoli la madre. Invece conosce Marisol, turista spagnola, ed iniziano i guai. Un susseguirsi di scene in cui Leo, impacciato e nello stesso tempo intenerito, si lascia trascinare dalla nuova conoscenza pur ribandendo quale sia la sua meta: il mare di Ladispoli. A cominciare dal simpatico siparietto con un burbero affacciato alla finestra che lo rimprovera per l’olio versato a terra. “Aho sapete che ve dico? Io me ne vado che me parte pure er purman pe Ladispoli”, è la risposta di Leo. Fino a quando si presenta con Marisol in un albergo strapieno e il portiere di colore lo invita a portarsi dietro la bella iberica al quale risponde: “Ma che sei matto… a Ladispoli ce sta mi madre…ma che stai a scherza?”.

Per questo si è sempre creato un affetto particolare tra Verdone e i ladispolani e lo ha confermato lui stesso quando più di tre anni fa ha ricevuto la cittadinanza onoraria (foto di Luigi Cicillini) in una gremitissima aula consiliare (iter iniziato con l’ex sindaco di centrosinistra, Crescenzo Paliotta).

“Cari amici di Ladispoli – aveva detto il regista emozionato di fronte alla folla che lo acclamava – io vi voglio tanto bene, e se per tre volte di fila mi avete invitato vuol dire che verso di me nutrite davvero un affetto speciale. L’amore forse è nato da quel giorno che vi ho nominato”.

Detto, fatto. E l’attuale primo cittadino non vede l’ora ora di scoperchiare in presenza dell’illustre ospite l’insegna che verrà posizionata in centro, forse proprio a ridosso della fermata del Cotral. “Questo film – spiega Alessandro Grando – ha impresso per sempre il nome di Carlo Verdone alla città di Ladispoli.

Carlo Verdone a Ladispoli

Nell’anniversario dall’uscita dell’opera sarà veramente un grande onore ospitarlo di nuovo e posizionare una targa commemorativa lì dove, esattamente quaranta anni fa appunto, sarebbe dovuto arrivare con l’autobus uno dei protagonisti della pellicola, Leo, personaggio memorabile per tutti noi”.

Verdone ha già partecipato alle varie edizioni di “Ladispoli Città Aperta”, rassegna cinematografica promossa in onore del produttore Massimo Iaboni incontrando Silvana, la sorella, e l’associazione “Tamà”, promotrice dell’iniziativa. “Carlo è super felicissimo di tornare qui – racconta Alessandra Fattoruso, presidente di Tamà – e di poterlo fare scendendo dal pullman. In un certo senso è un viaggio che andrà a destinazione dopo la bellezza di 40 anni. Sarà un giorno memorabile per la città e per la storia del cinema”.